Il bacio che trasmette la “morettite”

Di Frangi & Stolfi
08 Marzo 2001
Aspettando Nanni Moretti, accontentiamoci dell’Ultimo bacio

Aspettando Nanni Moretti, accontentiamoci dell’Ultimo bacio. Il film di Muccino è uno dei migliori girati in Italia degli ultimi anni, nonostante si porti la zavorra che affossa il cinema italiano: cioè la “morettite”. Di cosa si tratta? Dell’ossessione generazionale. Amorini, divorzini, coppiettine allargate, coitini, drammini di invecchiamento (spesso precoce). A chi possono interessare storielle così? Quasi a nessuno, visto che già a Lugano nessuno guarda più i film italiani. Anche Muccino non si è mosso da lì, ma almeno ha dimostrato la capacità di dare ritmo al film e di far recitare gli attori (straordinaria Giovanna Mezzogiorno, che nonostante una faccia che non esprime niente riesce a essere intensissima). Si è insomma salvato con la freschezza dalla palude stantìa del morettismo. Per consolarvi vi consigliamo di ripescare l’intervista a Repubblica di Roberto Benigni, sul suo prossimo film su Pinocchio. Altro sguardo, altro livello: Benigni ha il grande dono della semplicità, ingrediente base per fare grande cinema popolare. E poi ha uno sguardo stupito sulla vita che non finisce di stupirci.

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