La settimana 12
La descrizione più sintetica della situazione in Rai l’ha data Bruno Vespa, incrociando al summit degli imprenditori un ex collega che ha lasciato Roma e Sax Rubra dopo le dimissioni di Gad Lerner dal Tg1: “Ti rendi conto del culo che hai avuto a prendere l’ultimo elicottero da Saigon”?
Quella sòla di Marrione
Erano anni che Roberto Morrione, direttore di Rai News 24, tentava di piazzare quella vecchia intervista a Borsellino che ha inaugurato la serie di “sprangate” mediatiche a Berlusconi culminate col Luttazzi-Travaglio-Santoro show. Ci aveva provato nel ’96, da capo ufficio stampa dell’Ulivo, cercando di farla passare su TV7, ma nessuno volle saperne di piazzare una roba che puzzava di sulfurea strumentalizzazione di frasi prese fuori contesto e riconfezionate per far intendere che il capo della mafia doveva ben essere uno con i soldi, cioè Berlusconi. L’anno scorso il militante ulivista promosso ai vertici Rai era tornato alla carica con Gad Lerner, direttore fresco di nomina al Tg1, certo insospettabile di simpatie berlusconiane e, dunque, nel ragionamento di Bobby Morrions, un sicuro alleato nella guerra al “Male”. Ci rimase quando il buon Gad gli rispose picche e in maniera non certo equivocabile: «finché ci sono io, questa spazzatura non va in onda». Ma ecco che, nel generale dissesto dell’azienda pubblica, dopo le dimissioni del direttore generale Celli e la nomina al vertice Rai un uomo di transizione come Claudio Cappon, che a torto è stato ritenuto debole e malleabile dai vecchi volponi dell’ex sinistra Dc alleata a ricomunisti e diessini manettari, Roberto Marrione riesce a convincere il presidente Roberto Zaccaria e a confezionare con il trio Santoro-Travaglio-Luttazzi una serie di sparate alzo zero contro il leader dell’opposizione che si sono rivelate un micidiale boomerang.
Capitan Fracassa (Zaccaria)
Roberto Zaccaria è nel Cda Rai fin dagli anni Ottanta, quando vi entrò in quota alla sinistra Dc di Ciriaco de Mita. Uomo di seconda e terza fila, si distingue per piccole lottizzazioni e soffre molto il decisionismo di re Biagione Agnes. Si dice che il suo grande ritorno in Rai e la nomina a Presidente del Cda sia stata patrocinata dal presidente del Senato Nicola Mancino, altro ex della sinistra Dc. Come assitente del professor Paolo Barile alla facoltà di Giurispridenza a Firenze, pare non abbia lasciato tracce significative. Mentre l’alzata di scudi contro Satyricon e Raggio Verde sembra abbia scatenato in lui un vero e proprio delirio di onnipotenza. Le elezioni sono alle porte, Gianfranco Fini gli consiglia di trovarsi un altro mestiere, lui non solo resiste alla richiesta di dimissioni, ma raduna i suoi e spiega che, siccome non è detto che, anche grazie alla Rai, il centro-destra stravinca le elezioni, se «le professionalità si uniscono, dovranno trattare con noi». E così pare che, con l’appoggio di un altro leader di belle speranze, Walter Veltroni, da vero capitano anche quando la barca affonda, Zaccaria stia tentando la disperata impresa di rimettere insieme una cordata che va da Giancarlo Leone (figlio del noto regista dello spaghetti western ed ex potente capo uffico stampa Rai) a Roberto Di Russo (Rai Trade), da Giuseppe Giulietti (ex leader sindacato Usigrai, poi candidato Rifondazione, attuale deputato e responsabile informazione Ds, noto per il suo acceso antiberlusconismo) al solito Roberto Morrione e al compagno integralista Carlo Freccero (Direttore Rai2). Nel frattempo, dato che anche i capitani coraggiosi qualche volta riescono a mettersi in salvo dalla nave che affonda, Zaccaria starebbe cercando un collegio senatoriale che però il Ppi non può dargli visto che fa fatica anche solo a piazzare il suo segretario. Male che vada, dicono di lui a Saxa Rubra, reciterà la parte della vittima poltica sacrificale e con Veltroni cercherà una risistemazione in qualche costola d’apparato diessino.
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