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Pasolinianamente eravamo dei demonizzatori della tv. E continuiamo ad esserlo. In cerca di un media salvifico ci eravamo buttati su Internet, convinti dall’abile propaganda del grande fratello americano di aver trovato finalmente un media egualitario. Oggi scopriamo che in fondo la tv è meno menzognera della Rete, la quale dilaga rapida ma esclude in maniera ancora più crudele il mondo povero: come ha citato il Corriere, nella sola New York ci sono più connessioni che in tutta l’Africa (dove, badate bene, ci sono anche paesi non poveri a far da media). Ci preoccupiamo, e giustamente, della chiusura di Napster, dovremmo invece preoccuparci dell’enorme fossato che si sta scavando, anche grazie alle tre perfide w, tra mondo ricco e mondo povero. Tra un mondo garantito e un mondo senza più uno straccio di garanzia, né economica né ideologica. Dal che si può dedurre una piccola nota positiva: che se cade il Nasdaq non per tutti è una tragedia…
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