La rottura dell’incantesimo
Le mie figlie stanno guardando la televisione e stanno vedendo un documentario sui leoni. Bene, fino ad ora si sono interessate solo a cartoni animati, finalmente vedono qualcosa di reale, impareranno qualche cosa. In mezz’ora di programma i leoni mangiano una zebra, assaltano e sbranano uno gnu, lottano e riescono ad avere la meglio, divorandolo, su un bufalo. Comprensione del documentario: «Poverini quegli animali, devono scappare tutto il giorno da quei leoni cattivi», «ma quanto mangiano i leoni». Quelle poverine (le mie figlie) che non sanno niente di tagli, montaggio, regia, hanno avuto il primo assaggio di finzione televisiva ed io l’ennesima verifica che la televisione può andar bene solo come divertimento. E se dovranno imparare qualcosa sui leoni sarà meglio che lo facciano a scuola. Così come dovranno imparare a prendere le distanze dal linguaggio televisivo e dalla sua finzione. A scuola? Così la pensa Neil Postman che nel suo libro “Divertirsi da morire” dà anche un suggerimento utile a noi genitori «porre le domande (durante un programma) rompe l’incantesimo». Tipo: «Quanto pensi ci metterà il leone a digerire tutto quello che ha mangiato?».
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