Europa, il rifugio dei peccatori

Di Tzagani Mile
05 Aprile 2001
Una chiara minaccia sull’Herald Tribune e strane fughe nell’Eurocrazia cooptata (almeno fino ad oggi) dai governi di sinistra

Perché alti funzionari di stato (come Giancarlo Caselli) stanno cercando un posticino in Europa? Perché di lì, il ceto politicamente corretto ma non eletto dal popolo, sogna di ottenere insieme ai colleghi burocrati approdati per cooptazione al cuore dell’Ue, una sorta di lasciapassare per condizionare la politica dei governi e, in particolare, quel centro-destra italiano che si appresta ad andare al potere in Italia. Si tratta di un’operazione che va di pari passo con un’altra, più in grande stile, che Berlusconi avrebbe già dato un segnale di aver inteso (rinunciando ad esempio all’affissione di una certa quantità di manifesti dedicati al tema delle tasse). La “profezia” è stata pubblicata sull’Herald Tribune il 20 marzo. Titolo: “Una tempesta dall’Italia rimetterà in riga l’Europa”. L’autore è un insider, Roy Denman, già rappresentante della Commissione Europea a Washington, altissimo funzionario dell’eurocrazia. Egli spiega come la Commissione si prepara a “mettere in riga” il governo di centro destra prossimo venturo.«Tra un mese – prevede Denman – una tempesta che nascerà a Roma spazzerà l’Europa. Scuoterà l’Unione fino alle fondamenta». Causa di tanto sconvolgimento, le elezioni di maggio, che «saranno vinte da Forza Italia e dai suoi alleati». Berlusconi, «un magnate dei media con vari processi per corruzione» [questa è la dizione ufficiale che sui giornali dell’establishment etichetta il Cavaliere] «ha un programma destrorso, che prevede forti tagli delle imposte». Ma più «preoccupanti sul piano politico sono i suoi alleati: Alleanza Nazionale, in cui molti esibiscono nostalgia per l’epoca di Mussolini», e specialmente Umberto Bossi. La sua colpa? «Ha definito l’attuale governo italiano di centro-sinistra “fascisti rossi nati dall’alleanza di banchieri e massoni” . Li ha denunciati come “distruttori della famiglia e dell’Occidente, che favoriscono l’immigrazione e l’omosessualità”». «Tutto questo – prosegue Denman – ricorda l’allarme provocato l’anno scorso dall’andata al potere in Austria di un governo che comprendeva membri del partito di Jorg Haider, il quale è noto per dichiarazioni favorevoli a Hitler. Allora i 14 membri dell’Ue commisero un errore. Sancirono sanzioni contro l’Austria prima che si fosse formato il governo, e prima che fosse attuata una qualsiasi politica discutibile».«Questa volta [cioè contro Berlusconi] le figure più importanti dell’Ue sono attente a non agitare la carta del boicottaggio. Il dramma [per il centro-destra italiano] verrà non dalla politica ma dall’economia. Il governo Berlusconi s’è impegnato in forti tagli fiscali senza considerazione delle responsabilità dell’Italia, in quanto membro della zona euro, per mantenere la stabilità dell’euro» . «La Commissione metterà sotto accusa queste riduzioni fiscali, e il conseguente deficit di bilancio, come contrari al patto di stabilità sottoscritto da tutti i membri della zona Euro. Si minaccerà l’Italia delle multe cui, in ossequio al patto, può essere assoggettata». «Berlusconi difenderà sicuramente il suo diritto ad attuare le politiche che la vittoria elettorale lo legittima a fare. L’euro cadrà sul mercato delle valute. [Ma] al prossimo summit della zona euro l’Italia sarà costretta a cedere. La Germania, ossessionata dalle paurose memorie dell’inflazione che nel 1923 rovinò la sua classe media e aprì la strada ad Hitler, insisterà per mantenere il valore dell’euro. Minacciata di fortissime multe e dal caos politico ed economico […] l’Italia dovrà adeguarsi. L’euro risalirà tanto fortemente quanto era caduto, e molti speculatori vi perderanno la camicia. Anzi, poiché la recessione americana continuerà, e se [..] il deficit estero americano supererà i 500 miliardi di dollari, l’euro supererà il dollaro. Questo avrà due effetti a lungo termine: la dimostrazione che la zona euro deve mantenersi unita favorirà la tendenza all’unificazione politica già segnalata dal cancelliere tedesco Schroeder. Allo scopo si userà la riunione dei Paesi della zona euro, che diventerà un incontro regolare. I capi dei governi non potranno limitarsi realisticamente aitemi economici, e si dovrà ampliare il discorso all’unione politica. In tal modo, la riunione periodica dei 12 della zona euro diverrà di fatto il primo governo d’Europa, non solo economico ma anche politico. Il primo ministro britannicoTony Blair si lagnerà di esserne escluso. Gli sarò risposto con la dovuta fermezza che, dal momento che resta fuori dell’euro, la Gran Bretagna si è esclusa da sé».

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