Bush sulla graticola
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush respinge il protocollo di Kyoto del 1997 (riduzione entro il 2012 del 5,2%, rispetto ai valori del 1990, delle emissioni di gas nocivi). «È coerente con il suo progamma, risponde agl’industriali che si sentono meglio garantiti dai Repubblicani e non può permettersi di fermare le macchine con la California in drammatica crisi energetica». Alberto Pasolini Zanelli, commentatore di politica internazionale, inquadra così l’iniziativa della Casa Bianca. «L’Europa delle Sinistre è più dirigista in leggi e leggine: nessuna meraviglia, allora, che gridi allo scandalo. Anch’essa, come Bush, è coerente con la propria impostazione ideologica, senza peraltro scordare che persino i sedicenti “liberisti” s’irrigidiscono una volta giunti a Bruxelles. Quanto all’Italia, poi, le sue recenti fobie igienistico-ambientaliste evidenziano la totale differenza di questo Paese rispetto agli Stati Uniti di oggi e addirittura a tutta la tradizione politico-culturale nordamericana. Ancora una volta, peraltro, coerentemente con le premesse».
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