Arance al compagno Suslov per finanziare il Pci
Che il Pcus versasse annualmente milioni di dollari per sostenere i partiti esteri ideologicamente vicini non è più un segreto da diversi anni (cfr. per una visione d’insieme, Valerio Riva, Oro da Mosca, Mondadori, 1999). Ultimamente la rivista Vlast (Il Potere) ha pubblicato i frutti delle ricerche del suo specialista in caccia d’archivio, Evgenij Zhirnov, che ha trovato nei fondi segreti del Comitato Centrale documenti che dimostrano quanto la misura delle elargizioni dipendesse non soltanto dalle dimensioni del partito assistito, ma anche dalla capacità dei suoi dirigenti nel convincere i benefattori. I partiti più grossi, come quello italiano o francese, venivano finanziati in misura delle loro dimensioni, ma si ingegnavano anche ad arrotondare con la creazione di ditte commerciali e non, che facevano buoni affari soprattutto con i paesi del blocco sovietico, comprando a prezzi politici e rivendendo a prezzi di mercato. L’Italia esportava nei paesi socialisti vari prodotti tipici, tra cui gli agrumi delle cooperative rosse. Al congresso del Pci del 1960 tale pratica ricevette una sanzione autorevolissima: tra gli ospiti d’onore vi era infatti l’ideologo di Mosca, il compagno Michail Suslov, che guidava la delegazione moscovita. Sul finire del congresso gli venne passata una letterina dalla “base”, firmata da un certo Matteo Altomare di Molfetta, che invitava i sovietici ad acquistare i prodotti agricoli italiani attraverso quelle che sarebbero state poi note come le “cooperative rosse”. Suslov non poteva certo rifiutarsi di soddisfare la richiesta di “tutti i lavoratori italiani”. Il fatto che l’acquisto di frutta dalle piccole cooperative fosse economicamente irragionevole non era certo un’obiezione; le indicazioni del compagno Suslov non si discutevano, ma si eseguivano. La storia peraltro finì in modo assai poco onorevole: le cooperative rosse si rivelarono non all’altezza delle promesse e l’Unione Sovietica fu costretta a comprare gli agrumi da altre ditte, comprese quelle controllate dalla mafia, che si rivelò un partner assai più disciplinato.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!