Vini superalcolici

Di Massobrio Paolo
26 Aprile 2001
Vent’anni fa si era propensi a guardare in faccia come fossero dei trogloditi quegli amici che arrivavano dal Sud e t’offrivano da bere il vino delle loro terre

Vent’anni fa si era propensi a guardare in faccia come fossero dei trogloditi quegli amici che arrivavano dal Sud e t’offrivano da bere il vino delle loro terre. Era scuro, pastoso, molto alcolico… e “tagliava le gambe”. Beh, sapete la novità: adesso tutti vogliono fare vini così perché – s’è scoperto – piacciono parecchio al mercato americano. Oddio, sono i preferiti dai guru che stilano classifiche e poi danno voti, facendo alzare di parecchio anche il valore aggiunto di ogni singola bottiglia. Così può capitare di trovare un Dolcetto o una Barbera che hanno più gradazione di un Barolo. Che dire? Dopo i vini “barricati” che piacevano ai tedeschi, adesso è la volta dei vini alcolici (dopati col “concentratore” che sottrae acqua al vino aumentando l’alcol) che gradiscono gli americani. Ed io voglio tornare al mio Lambrusco, di quelli dal colore scuro, freschi in bocca come una primavera. Ne produce un ottimo esemplare Vittorio Graziano di Castelvetro (tel. 059/799162) e sui tortellini e due fette di coppa piacentina ci sta proprio bene. E dà la misura (sì la misura) di cosa sia il gusto.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.