Nei bassifondi delle miserie umane

Di Persico Roberto
17 Maggio 2001
Luca Doninelli, La mano, 158 pp. Garzanti, lire 22.500

Anni addietro, Luca Doninelli pubblicò su queste colonne una memorabile lettera in cui annunciava le sue dimissioni da “scrittore cattolico”. Per disfarsi di una etichetta con la quale sei ammesso a entrare nel circolo dei media, sei autorizzato a recitare la parte, ideologica o moraleggiante, che ti viene assegnata, e di quello che dici (e sei) non importa niente a nessuno. Ma di quello che Santa Madre Chiesa chiama il “carattere” non ci si disfa mai. Viene impresso con il battesimo, e non te lo levi più. Doninelli “è”, e ontologicamente rimane, “cattolico”. Perciò dotato di una «apertura senza limiti alla verità di tutti e verso tutto», per ripetere l’espressione usata da monsignor Giussani nel commovente telegramma al Papa della settimana scorsa. Come i suoi grandi maestri e modelli – Giovanni Testori, Flannery O’Connor – Doninelli non ha paura di andare a rovistare nei bassifondi delle miserie umane, non ha bisogno di edulcorarle, perché sa che lì in fondo si annida, spoglia, la supplica dell’uomo che invoca la salvezza. Protagonista del suo ultimo romanzo è un chitarrista rock che quando si accorge di non essere più il numero uno finisce per mozzarsi la mano sinistra. Perché si ritrova davanti, nudo, il vuoto che il successo nascondeva («Potevo vivere, perché potevo dimenticare»). La storia è narrata dalla sorella, che impasta ricordi, fantasie, schegge di tradizioni religiose, con la logica precaria di chi ha il cervello bruciato dalla coca. E la scrittura aderisce alle tortuosità, ai vuoti, ai guizzi della memoria, nell’intento di non tradirne la voce. Ecco, si potrebbe dire che – la pretesa? l’ambizione? no, la passione – la passione di Doninelli sa farsi voce del grido che sale dalla carne stessa di un mondo per il quale «l’esperienza cristiana – scriveva in quell’antica lettera – è il grande nemico». Ma che non può strapparsene di dosso, ne sia consapevole o meno, una devastante nostalgia.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.