Poesie per comprendere il mondo

Di Persico Roberto
24 Maggio 2001
Il pensiero dominante. Poesia italiana 1970-2000. Antologia a cura di Franco Loi e Davide Rondoni, 442 pp. Garzanti, lire 35.000

Per decenni, ai poveri studenti italiani sono state inflitte sussiegose teorie sul rapporto fra produzione letteraria, pubblico e strutture sociali. Il testo era un sottoprodotto in fondo inutile. Poi il vento è cambiato, e ora nelle nostre scuole è in gran voga l’analisi testuale: che passa ogni testo ai raggi x, lo viviseziona, e restituisce reperti anatomici gelidi e senza vita. In entrambi i casi rimane bandito dalle aule il gesto più elementare e fondamentale: l’incontro, attraverso il testo, fra due umanità. E poi i professori hanno il coraggio di lamentarsi che i ragazzi non si appassionano alla lettura… Che freschezza allora imbattersi in un’antologia che muove da presupposti radicalmente differenti: «il criterio che ha guidato le nostre scelte è stato soltanto quello di cercare di riconoscere tra le poesie degli ultimi trent’anni quelle che consideriamo belle». E quando una poesia è bella? Quando «introduce al continuo evento della vita». La poesia, scrivono nell’introduzione i curatori della raccolta, non è innanzitutto un fatto letterario, a cui ci si debba accostare con le armi della critica, ma un dato dell’esperienza: «L’ambito dell’avvenimento della poesia non è la letteratura, ma l’esperienza umana di ciascuno. Una poesia è sempre un avvenimento», un avvenimento che «introduce diversamente a una comprensione del mondo». Nell’avvenimento della poesia «il rapporto tra la persona e l’accadere del mondo è pervaso da un brivido e da una commozione». Perché la grande poesia, da Omero a oggi, è sempre uno sguardo gettato sulla vertiginosa profondità del reale. Con questo criterio, la raccolta esplora la produzione poetica dell’ultimo trentennio in assoluta libertà, accostando celebrità consacrate e sconosciuti esordienti, con l’unica preoccupazione di dar voce all’inquietudine del cuore umano che dai versi traspare.

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