L’oste è oste al wine bar

Di Massobrio Paolo
24 Maggio 2001
Se andate ad Ornago, all’Osteria della Buona Condotta, Matteo e Nicoletta Scibilla vi racconteranno di quando aprirono il primo wine bar e non riuscirono ad avere l’autorizzazione

Se andate ad Ornago, all’Osteria della Buona Condotta, Matteo e Nicoletta Scibilla vi racconteranno di quando aprirono il primo wine bar e non riuscirono ad avere l’autorizzazione. Era un genere nuovo e la burocrazia italiana si trovava spiazzata. Oggi questi locali nascono ovunque: dall’ispirazione della vecchia osteria e dalla necessità di avere dei “luoghi” dove l’oste sia oste, cioè veicolatore di gusto. In questi locali, frequentatissimi dai giovani, si bevono le “grandi” bottiglie di vino accanto a piatti preparati con le materie prime dell’artigianato alimentare italiano. Non sono osterie, ma ritrovi di gusto e cultura, lo slow contro il fast, che hanno deviazioni curiose come le “enolibrerie notturne”, le “enoteche” oppure le “tavole calde dialettiche” come “Le Volte” che Giovanni Frati, il più colto scopritore di formaggi d’Italia, ha aperto a Busto Arsizio. (Via Milano, 8 tel. 033163987) A questi uomini di cultura brindo con il Kurni ’99 dell’azienda Oasi degli Angeli (tel. 0785/778569) di Cupra Marittima. In bocca è caldo, speziato, intenso, con continui sentori fruttati ampi ed incisivi. E un grande tra i grandi, frutto di uve montepulciano: un must per i wine bar che “tirano”.

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