Esami (per i genitori)
Finisce la scuola. Cominciano gli esami. Alcuni consigli per chi deve affrontarli, cioè affrontare i figli che fanno gli esami. I maestri e i prof ci dicono di non stressare i nostri pargoli? Sono loro che fanno gli esami, non noi madri? Giusto, ma facciamo sentire loro il fiato sul collo. Uguale: “interesse ragionato” nei loro confronti. Mostrare “interesse” è semplice: cucinare una bella bistecca al sangue al posto della triste carne bianca, una spremuta fatta dalle nostre manine, i piatti preferiti anche se sono delle (per noi) non-correct patatine fritte, togliere graziosamente dai piedi fratelli e sorelle e tutto ciò che scaturisce dalla astuta mente interessata di ogni madre. Il “ragionato” dipende dai figli, dalle madri, e da alcuni problemini. Tuo figlio si trova davanti prof schierati e non fa una piega? Tuo figlio invece pensa che sia un plotone di esecuzione? Tuo figlio è come Pinocchio primo proponimento: «Oggi, alla scuola, voglio subito imparare a leggere, domani poi imparerò a scrivere, e domani l’altro a fare i numeri». Ricordiamoci che la scuola non è tutta la vita. Tuo figlio è come Pinocchio secondo proponimento: «Oggi andrò a sentire i pifferi, e domani a scuola: per andare a scuola c’è sempre tempo». Ricordiamoci che la scuola non è tutta la vita. Insomma, di fronte a questa ennesima prova di sopravvivenza, ricordiamo il nostro vero compito così come ce lo indica la nostra più saggia amica Hannah Arendt: «I genitori (…) non si limitano a chiamare i figli alla vita, facendoli nascere, ma allo stesso tempo li introducono in un mondo».
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