Il “caso Fejtö”

Di Persico Roberto
21 Giugno 2001
François Fejtö – Maurizio Serra, Il passeggero del secolo, 382 pp. Sellerio, lire 35.000

Non aveva progettato di fare lo storico, François Fejtö. Nato nel 1909, da studente immaginava di diventare un letterato: poeta, giornalista, drammaturgo. Insieme a un pugno di giovani intellettuali sognava una rinascita, culturale e politica, della sua patria, l’Ungheria, uscita a pezzi dalla prima guerra mondiale. L’orizzonte a cui affidava le sue speranze era, come molti, il socialismo. L’avvicinarsi della bufera hitleriana lo condusse, ebreo esule, a Parigi. Partecipò alla Resistenza francese. Negli anni del dopoguerra, anni di fame, trovò lavoro come corrispondente di France Presse per raccontare quel che succedeva nei Paesi dell’Europa centrale. Narrò, sgomento, i colpi di Stato, i processi, le purghe che affossavano, insieme alla libertà della Cecoslovacchia, dell’Ungheria, della Polonia, i suoi sogni di gioventù. I suoi reportages divennero poi un drammatico libro sulla nascita delle “democrazie popolari”. Socialisti e comunisti lo accusarono di tradimento, di essersi venduto ai capitalisti. Oltralpe nacque un vero “caso Fejtö” (da noi, ovviamente, nulla). Con dolore, preferì essere fedele alla verità, e accettò l’ostracismo. Incominciò a interrogarsi sulle origini, prossime e remote, del dramma che aveva raccontato. I suoi libri sono nati tutti così, dal desiderio di andare sempre più a fondo della tragedia che aveva travolto quella Mitteleuropa di cui non ha mai cessato di sentirsi cittadino. Accompagnato dalle domande di Maurizio Serra Fejtö ripercorre ora, mescolando affilati giudizi (uno per tutti: «il trattato di Versailles è stato uno dei più grandi errori della storia dell’umanità») e ricordi personali (dalla grande villa presso Gorizia in cui, bimbetto di cinque anni, trascorse l’ultima estate prima della catastrofe all’emozione del ritorno a Budapest nel 1989 dopo quarantadue anni di esilio forzato) il cammino di un secolo che ha attraversato da protagonista.

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