La settimana 25

Di Tempi
21 Giugno 2001
L'ora del G8: vieni avanti, pretino

Don Vittorio Nozza: istituzionale

Cinquantaduenne parroco bergamasco, da gennaio è il nuovo direttore della Caritas Italiana, successore di don Elvio Damoli. Nata nel 1971 sulle ceneri della Pontificia Opera Assistenza, ben presto la Caritas, sotto la lunga presidenza di mons. Luigi Nervo, è andata al di là degli interventi assistenziali al servizio di poveri e bisognosi per prendere posizione su questioni politiche e sulle leggi italiane in materia di obiezione alla leva militare, servizio civile, cooperazione internazionale, immigrazione, ecc. Attualmente la Caritas sostiene la campagna internazionale per la tassazione delle transazioni valutarie (“Tobin Tax”) e parteciperà alla manifestazione anti-G8 del 7 luglio a Genova che riunirà i gruppi più istituzionali del progressismo cattolico: Acli, Agesci, Azione Cattolica, Pax Christi, ecc.

Padre Alex Zanotelli: apocalittico

Trentino, missionario comboniano già direttore del mensile Nigrizia, nella seconda metà degli anni Ottanta va ad abitare a Korogocho, una delle più grandi baraccopoli di Nairobi. I suoi editoriali sulla rivista comboniana, ispirati alla teologia della liberazione e alla teologia contestuale, erano altrettante randellate contro l’”impero” (americano od occidentale in genere), Reagan, Andreotti, gli aiuti italiani al Terzo mondo, ecc. Ma a prendersela più di tutti fu Giovanni Spadolini, da lui accusato di essere un «piazzista di armi». Dal Kenya mantiene viva la fiamma della lotta al “sistema”, da lui equiparato al biblico regno del Faraone e identificato con l’impero romano descritto nell’Apocalisse, con periodiche visite in Italia costellate di affollate conferenze. Aveva preannunciato un suo ritorno in Italia per un’esperienza pastorale nei quartieri poveri di Palermo, ma la vittoria elettorale di Berlusconi gli ha fatto nascere dubbi sul da farsi.

Don Andrea Gallo: abortista e antiproibizionista

È favorevole alla depenalizzazione della cannabis e alla distribuzione controllata dell’eroina, ha aiutato alcune prostitute nigeriane ad abortire, approva il riconoscimento delle coppie di fatto e di quelle omosessuali, considera la prostituzione un diritto umano purché non ci sia sfruttamento. Si presenta dicendo: «Sono prete da 43 anni, non so come abbiano fatto a darmi gli ordini», e non è il solo a farsi questa domanda.

Don Andrea Gallo, 71enne prete genovese, è il fondatore della comunità per emarginati San Benedetto al Porto, dove «da trent’anni ogni mattina noi leggiamo la Costituzione». A Maurizio Gasparri che si lamentava dell’aggressione verbale subìta durante il Bio-Tech di Genova ha urlato «provocatore!» in tivù. È convinto che «i cristiani non devono rivendicare la loro identità, rifiutino di avere un tempio a parte» e che «la tutela delle fasce deboli spetta allo Stato».

Don Vitaliano Della Sala: l’uomo-ovunque

Don Vitaliano è la prova vivente che nell’era della globalizzazione anche un prete di montagna è abilitato a vivere le dimensioni del mondo. Alla giovane età di 37 anni il parroco di Sant’Angelo a Scala (provincia di Avellino) ha già partecipato alla missione degli osservatori di Ya Basta! nel Chiapas, al controvertice Nato di Firenze, all’occupazione dell’ex cinema Eliseo di Avellino, alla contestazione di una Messa di suffragio all’anima di Benito Mussolini a Benevento, alla sfilata del World Gay Pride 2000 a Roma, al presidio antifascista di Bologna contro Forza Nuova, alle proteste contro il Bio-Tech a Genova e alla manifestazione di fronte al carcere di Poggio Reale contro la barbarie della detenzione. Ha accusato il cardinale Sodano di complicità con Pinochet al tempo in cui era nunzio in Cile. Condanna il finanziamento pubblico delle scuole non statali perché «divide ancora di più i giovani, quelli che vanno alla scuola statale e quelli che frequentano la scuola privata».

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