Vado al G8 ma non pesto

Di Massobrio Paolo
05 Luglio 2001
È luna di miele tra Berlusconi e gli elettori italiani

È luna di miele tra Berlusconi e gli elettori italiani. Lo scrivono i giornali, dando per scontato il clima di tolleranza dei primi cento giorni di governo. Ma in politica come nei matrimoni, dopo poche settimane, emergono netti i contrasti ed a volte è proprio la cucina l’oggetto del contendere. L’appuntamento è dunque per il G8 di Genova dove pare sia stato bandito da ogni menù il pesto alla genovese. L’affronto non è da poco e va ricercato nella nota avversione di Berlusconi all’aglio. «Chi ha paura dell’aglio ha paura della vita» – tuonò l’avvocato Zola su Papillon un anno fa. Che fare? Qualcuno ha suggerito un pesto alla rucola (orrore) e senz’aglio, che è un piatto assolutamente in odore di cattocomusnismo, mentre Antonio Bassolino ha paragonato la sinistra ad un caciocavallo appeso. Allarme, rincara anche il caffè: la luna di miele è finita… piove. Governo ladro! Alle trenette al pesto accosto il Pigato “Le Pietraie” dei fratelli Lupi (tel. 0183/36161) di Pieve di Teco. Al profumi ricorda il cedro, in bocca è sapido, rotondo, nervoso, quel tanto acido da pulire la bocca dal boccone agliaceo. (massolon@tin.it)

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