A l’attaque

Di Simone Fortunato
19 Luglio 2001
AL CINEMA di Robert Guédiguian con Ariane Ascaride, Gerard Méylan

A Marsiglia, due amici soggettisti dai caratteri molto diversi devono scrivere un film di natura politica: decidono così di ambientare la loro storia in un’autofficina di Marsiglia.

Commedia sociale dai tratti vivaci e autentici, A l’attaque colpisce per la naturalezza e semplicità con cui pure si adombra una vicenda di ordinaria difficoltà di vivere. Guédiguian, abituato a raccontare storie di disagio e povertà, dà voce al popolino che di solito la voce non ha. I suoi film raccontano sempre di persone semplici e sincere che amano la vita, e alla quale rimangono attaccate con la caparbietà tipica degli umili. Gente che sa riconoscere l’importanza delle proprie tradizioni e che ha fame di vivere, di ballare, di fare l’amore, di recitare poesie, di gustare tutti i colori della vita. Gente che si mette assieme nel nome di un ideale di giustizia che persegue fino in fondo, nel nome di un’unità non di natura ideologica ma a partire dalla necessità quotidiana e da un’amicizia. Gente, cioè popolo. Un piccolo film sulle cosiddette classi meno abbienti, che evita autocommiserazioni facili e fornisce giudizi certi sull’uomo e sulla sua storia. Godibile, libero e intelligente. Da vedere, anche rispetto al tanto temuto G-8.

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