Confusione globale

Di Lodovico Festa
26 Luglio 2001
«Dobbiamo allora rovesciare i termini della questione e ripartire noi dall’idea di riscrivere per tutti una nuova idea di cittadinanza...

«Dobbiamo allora rovesciare i termini della questione e ripartire noi dall’idea di riscrivere per tutti una nuova idea di cittadinanza, garantendo, a partire della possibilità di accrescere sempre più competenze e quindi se stessi, il diritto “all’identità della persona” oltre i mille lavori che si fanno». Scrive Pietro Folena sull’Unità. Rovescia i termini delle questioni, parte dalle possibilità e riparte dall’idea di riscrivere, garantisce il diritto all’identità della persona oltre i mille lavori che si fanno. Il problema degli ultimi militanti dei Ds non è che non vogliono applicare le direttive del loro coordinatore. È che non capiscono proprio che cosa dice. *** «La nostra partecipazione alla manifestazione di sabato non è contro la globalizzazione, ma è per una globalizzazione giusta», dice Piero Fassino al Giorno. Povero Piero, tutta la vita a fare il cavallo di razza che si tira dietro il popolo della sinistra. E, poi, finire a Genova a fare la mosca cocchiera delle tute bianche che non ti vogliono neanche. *** «In quel corpaccio semiparalizzato l’elettroencefalograma non è ancora piatto», scive Rossana Rossanda sul Manifesto a proposito dei Ds. Una nota di sfrenato ottimismo. *** «Il partito deve stare là dove si produce la percezione della disuguaglianza», dice Fabio Mussi alla Repubblica. Un tempo la disuguaglianza la si analizzava, la si combatteva, la si studiava. Ora va percepita un po’ come della cocaina per rivitalizzare un organismo stanco. *** «A proposito del conflitto di interesse, qui siamo a livelli subliminali incredibili», dice Vincenzo Visco a Repubblica. Tutti i più esperti fisiologi lo ricordano: il “buco” fa male al sistema cerebrale. *** «Io penso che i Ds quello che volevano dire, quello che vogliono fare è assolvere appunto a questa funzione, aiutare a costruire questo ponte», dice Walter Veltroni alla Stampa. Ma ai ponti non ci doveva pensare questo Lunardi? *** «Il profondo dissenso che sta alla radice della protesta si articola, a volte confusamente, in mille modi diversi, tanto da impedire un approccio globale, che dalla lotta contro la povertà arrivi alla tutela dell’ambiente, passando per la difesa della tipicità e per l’opposizione al dumping sociale» scrive Romano Prodi sulla Stampa. Sì, in effetti mi pare che i concetti molto europei di Prodi si articolino un po’ confusamente.

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