A quando la Tremonti slurp?
Tra le due anime della ristorazione italiana c’è un camioncino che viaggia da Bolzano a Palermo. La filosofia è dare materie prime di qualità siano esse carni, pesci, fegato grasso, alla ristorazione pigra che non vuole percorrere la strada in salita del rapporto con il territorio. A Rimini e d’intorni ci sono due osterie: quella del Povero Diavolo a Torreana e quella della Miseria a Gabicce Monte che invece rifiutano questa filosofia. I loro titolari si alzano all’alba, vanno ai mercati, girano le cascine e alla fine portano a casa le materie prime preziose per i loro menù che hanno il gusto dei piatti della memoria. Qualcuno ha provato a deriderli, asserendo che un piatto dev’essere buono: con pesce d’allevamento, con la carne congelata, con lo struzzo neozelandese o con ciò che volete voi. È giusto. Ma intando perché il Governo non vara una Tremonti slurp per finanziare le ore di lavoro di questi benemeriti del territorio che mantengono viva una cultura? Al progetto di legge in progress dedico l’ultimo grande vino che mi ha entusiasmato. Viene prodotto in Sicilia a San Cipirello (Palermo) dall’azienda Calatrasi (tel. 091/8576767). Si chiama “Allora Primitivo”: vino dal velluto elegante, profumatissimo e coloratissimo, che in bocca dà sensazioni di pienezza per un sorso capace davvero di stupire. Si abbina con le carni del macellaio di fiducia.
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