Fratelli
di Abel Ferrara con Christopher Walken, Chris Penn
Nell’America della Depressione, due fratelli devono vendicare l’assassinio del fratello minore.
Nella settimana della Mostra di Venezia, un film vergognosamente dimenticato al Lido (in quell’anno – 1996 – vinse il bolso Michael Collins). Dal genio cattolico e sofferto di Ferrara (alcolista, drogato e quant’altro) e dalla mano dell’amico sceneggiatore St. John (reverendo protestante senza colpe) un autentico capolavoro sull’incidenza del Male nell’uomo. Tre fratelli e un’unica famiglia (mafiosa): uniti, sanguigni, bestiali. Una Trinità della carne che vede in scena il Padre biblico (Walken nella parte del dio della vendetta), il Figlio (Gallo, figliol prodigo, ucciso prima del suo ritorno a casa), e lo Spirito (Penn, febbrile nel suo male d’amore verso il Padre). Il Figlio (un sindacalista: l’anima più rivoluzionaria della famiglia) viene ucciso; il colpevole verrà trovato e torturato, dopo aver ammesso la propria dipendenza dal peccato originale, che blocca e condanna soltanto. Un capolavoro sulla libertà dell’uomo immerso nella storia più brutale. Ci si domanda il perché del peccato, del male e della morte. E si va a fondo.
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