Afghanistan,vietato vivere
Tutta la regione è in subbuglio: la Giunta militare pakistana deve ancora decidere se concedere ospitalità a eventuali truppe americane o multinazionali destinate ad intervenire in Afghanistan o se limitarsi a concedere il sorvolo del territorio. Mentre scriviamo sta ancora cercando di convincere i Talebani, alla cui ascesa al potere ha contribuito in misura decisiva, a consegnare Bin Laden. Lungo la frontiera tagika 12 mila soldati russi vegliano. L’Uzbekistan offre le sue basi alle forze americane. Colin Powell annuncia che l’Iran potrebbe partecipare a una coalizione internazionale contro i terroristi e, per la prima volta nella storia dello stato islamico sorto dalla rivoluzione khomeinista, viene autorizzata a Teheran una manifestazione popolare di solidarietà con gli Stati Uniti.
Ma chi sono i Talebani e come stanno governando l’Afghanistan, di cui controllano il 90 per cento del territorio da cinque anni?
I Talebani sono ufficialmente “studenti delle scuole coraniche” che, grazie al sostegno dei servizi segreti pakistani, nel ’96 hanno occupato Kabul e scacciato il governo dei mujahedin di Burhanuddin Rabbani. Solo Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno riconosciuto il loro governo, mentre il seggio Onu dell’Afghanistan resta occupato dal governo in esilio di Rabbani.
All’inizio i Talebani (50-60 mila in tutto) sono stati bene accolti dalla popolazione, soprattutto quella di etnia pashtun (maggioranza relativa col 40 per cento) per aver portato stabilità e ordine, aggredito la corruzione e fatto rifiorire il commercio. Presto però moltissimi si sono dovuti ricredere quando la versione dell’islam predicata dal loro leader spirituale, il mullah Mohamed Omar, si è trasformata in una serie di editti liberticidi. Oltre alle sanzioni classiche della sharia (taglio delle mani ai ladri, lapidazione delle adultere, esecuzioni capitali in pubblico, ecc.), Omar ha introdotto norme che solo in parte coincidono con quelle di altri paesi islamici.
Chi non osserva il precetto delle 5 preghiere quotidiane è punibile col carcere.
Tutte le professioni sono interdette alle donne, alle quali è vietato lavorare fuori di casa, tranne che nel settore sanitario.
È proibito l’ascolto della musica, tranne i canti religiosi, in qualunque luogo e circostanza pubblica, inclusi matrimoni e feste. È proibito realizzare o detenere foto (tranne quelle per i passaporti), dipinti, disegni ed altre espressioni artistiche, perché «promuovono l’idolatria». Per questa ragione sono stati abbattute le storiche statue buddhiste di Banyan.
È vietato alle donne mostrarsi in pubblico se non sono coperte dalla testa ai piedi dalla “burqa” (vestito che permette solo di vedere attraverso una reticella all’altezza degli occhi) e accompagnate da un parente maschio.
L’accesso delle donne ai servizi sanitari e all’educazione è fortemente ristretto: possono frequentare solo scuole, ambulatori e ospedali dove non debbano entrare in contatto con maschi (quasi nessuna struttura afghana presenta tali caratteristiche). I cittadini di religione indù (2-3 per cento) sono obbligati a portare un segno di riconoscimento sugli abiti. Ai maschi è vietato radersi la barba. Chi commette questo reato viene tenuto in carcere fino a quando essa non è ricresciuta. Ai barbieri è vietato effettuare acconciature maschili all’occidentale. Il taglio “alla Leonardo Di Caprio”, molto popolare fra i giovani, ha causato l’imprigionamento di molti parrucchieri.
Sono fuorilegge la musica pop, il ballo, le trasmissioni televisive, le videocassette ed Internet.
Le sigarette sono vietate.
È vietato allevare piccioni per hobby.
Sono proibiti i tacchi alti nelle calzature femminili
È considerato disdicevole giocare con gli aquiloni e ridere in pubblico.
Sono stati aboliti i bagni pubblici, benché in Afghanistan quasi non esista acqua corrente, perché «ai musulmani è vietato mostrare il corpo in pubblico».
È vietato dare passaggi in auto alle donne.
Incaricato di far rispettare tutti questi divieti è un corpo di polizia alle dipendenze del ministero per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio. Molti degli editti suddetti sono massicciamente violati dalla popolazione, e anche fra i Talebani ci sono discussioni sull’opportunità di mantenere alcuni di essi. Ma il mullah Omar è, per il momento, irremovibile.
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