Fratello, Echelon ti spia.Ma non troppo

Di Degli Occhi Alessandro
20 Settembre 2001
Come i terroristi sono riusciti a “bucare” i servizi segreti occidentali? Ecco qualche risposta dalla commissione che ha indagato sui sistemi di spionaggio in Europa, da esperti Internet e specialisti di sicurezza informatica. Che infrange il sogno di un mondo fortezza protetto dall’hi-tech. E le paranoie orwelliane di spie e sceriffi che terrebbero sotto controllo il pianeta di Alessandro Degli Occhi

Echelon, Carnivore… Strani nomi, poco noti al grande pubblico. Ma dopo la bufera terroristica scatenatasi sugli Stati Uniti sono tornati prepotentemente alla ribalta. Ne ha accennato perfino Giulio Andreotti al Corriere della Sera, sottolineando che nel caso degli attacchi suicidi di New York e Washington i servizi segreti certamente hanno fallito, ma neanche Echelon è servito… Ma cosa si nasconde dietro questi nomi fantasiosi e un po’ sinistri?

Noi, messanger in Rete. Loro, messaggeri a cavallo

Echelon è una rete di sorveglianza elettronica che sarebbe in grado di intercettare tutte le comunicazioni telefoniche, satellitari, via fax, via posta elettronica e via radio a livello mondiale. Il sistema di spionaggio globale – manco a dirlo – sarebbe guidato dalla National Security Agency (Nsa), la più imponente centrale statunitense di intelligence, che si avvale di un budget stratosferico di 4 miliardi di dollari l’anno. Echelon godrebbe del contributo non solo della potenza Usa, ma anche di Gran Bretagna, Australia, Canada e Nuova Zelanda… I suoi obiettivi non sarebbero solo militari, bensì includerebbero anche l’ascolto di tutto ciò che accade nella società civile e nel mondo degli affari per analizzarlo e rielaborarlo tramite una rete di supercomputer nascosti chissà dove. Questo racconto che sembra sbucato dai telefilm di X-Files si regge sulle testimonianze di alcuni ex-agenti dei servizi segreti occidentali che in questi anni ne hanno sostenuto pubblicamente la veridicità. Tutto questo ha scatenato polemiche roventi tanto che il Parlamento europeo, per sedare gli animi, ha dovuto istituire un’apposita commissione d’inchiesta. Le conclusioni raggiunte dalla commissione hanno però freddato gli scettici: «Ora possiamo dire con chiarezza – ha dichiarato Carlos Coelho, presidente della commissione di inchiesta – che Echelon esiste». Minori certezze si avrebbero invece su Carnivore, un apparato che l’Fbi installerebbe presso i fornitori di servizi Internet d’oltreoceano per scandagliare tutte le comunicazioni in Rete. Ma se questa specie di Grande Fratello americano esiste, come mai tutto questo armamentario tecnologico non è riuscito a fermare 19 terroristi armati di lamette e coltellini? «La tecnologia non è la soluzione» ha risposto Elly van Gorsel, vice presidente della commissione del Parlamento europeo che si è occupata proprio dell’indagine su Echelon. Secondo van Gorsel quel che conta è «la cooperazione tra i servizi di intelligence. La tecnologia è solo un mezzo. Non basta avere gli strumenti per raccogliere e comunicare le informazioni, ma è necessaria soprattutto la capacità di interpretarle… Bisogna lavorare insieme con gli stessi obbiettivi». Kim Getgen, dirigente di Rsa Security, un’azienda americana che si occupa di sicurezza informatica, non nasconde che «ci si è resi conto che le tecnologie informatiche non possono essere di grande aiuto in un attacco di questa natura…». Come poi le centrali di “ascolto” abbiano così clamorosamente fallito è ancora un mistero, ma è probabile – sottolineano gli esperti – che i terroristi abbiano utilizzato anche metodi di comunicazione “non tecnologici” eludendo così le intercettazioni elettroniche. «È risaputo – sostiene John Garber, vicepresidente di Cryptec Secure Communications – che i terroristi preferiscono spesso i sistemi più tradizionali per comunicare avvalendosi di semplici messaggeri piuttosto che di metodi telematici».

Mancanze (tecnologiche) di integrazione

C’è poi il fatto che le tecnologie spesso non sono integrate tra loro. Si scopre così, per esempio, che due dei sospetti terroristi si sono imbarcati su uno degli aerei kamikaze registrandosi con i propri cognomi. E, nonostante che i loro nominativi risultassero già segnalati negli elenchi di controllo del Dipartimento dell’immigrazione (Ins), l’allarme non è scattato proprio perché le basi di dati degli aeroporti non erano collegate con gli elenchi di controllo dell’Ins e, tanto meno, con gli archivi elettronici della Cia, dell’Fbi, e della “tentacolare” (sic!) Nsa. Non basta: «Anche su Echelon e similari c’è da essere più realistici – ci dice Lucio Bragagnolo esperto Internet ed ex-coordinatore dei canali tecnologici di Virgilio. Lo stesso rapporto del Parlamento europeo che testimonia l’esistenza di questa rete non è però in grado di confermarne le dimensioni e le reali capacità. Per tutte una serie di motivazioni sia tecniche che di buon senso è infatti ragionevole affermare che Echelon non può esistere con le caratteristiche di onnipotenza e controllo mondiale che gli si attribuiscono. Se invece esiste, è chiaro che non ha simili capacità e compiti globali, ma si tratta di un “normale” sistema spionistico elettronico che tutti i Paesi più o meno industrializzati probabilmente posseggono. Tecnicamente infatti – continua Bragagnolo – è impossibile tenere sotto controllo tutte le comunicazioni, elettroniche e non, che si svolgono nel mondo. Sarebbe un delirio. Ci sono tutte una serie di comunicazioni telematiche, per esempio tra un ufficio e l’altro di un’azienda, che non è possibile intercettare attraverso un ascolto di massa come quello attribuito ad Echelon. E poi c’è la difficoltà delle lingue. Nel mondo sono migliaia e con alfabeti diversissimi. Come può un sistema di ascolto non solo registrare tutte queste conversazioni, ma interpretarle istantaneamente superando tutte le difficoltà di contesto, di senso delle parole, di semantica… E poi dove sono i calcolatori, i sistemi di intelligenza artificiale capaci di selezionare, interpretare, ed eliminare ogni tipo di ambiguità sintattica nelle comunicazioni mondiali? Se dico per telefono a un mio amico che “questa moto è una bomba” come fa un computer a capire che sono un motociclista entusiasta e non un terrorista?». A bocce ferme, insomma, la realtà americana è ben diversa da quella che appare attraverso le lenti deformanti delle tante ideologie che hanno intossicato l’Europa e il mondo. L’America non è il Grande Satana di Khomeini, ma nemmeno l’Eldorado, il paese garantito dalla Legge e dalle Tecnologie. È un paese con grandi responsabilità, con le sue luci e le sue ombre. Vulnerabile perché libero. Capace, dopo l’Apocalisse di settembre, di intonare all’unisono God bless America… Solo un Dio ci può salvare.

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