I “veri credenti” del XXI secolo

Di Esposito Francesco
27 Settembre 2001
A pochi anni dalla sconfitta di Hitler e di Mussolini, mentre il mondo si apriva al contagio del comunismo guidato da Stalin, Eric Hoffer scriveva “Il vero credente: riflessioni sulla natura del movimento di massa”(1951).

A pochi anni dalla sconfitta di Hitler e di Mussolini, mentre il mondo si apriva al contagio del comunismo guidato da Stalin, Eric Hoffer scriveva “Il vero credente: riflessioni sulla natura del movimento di massa”(1951). Un’analisi quanto mai attuale di come fanatismo e frustrazione possano venire utilmente imbrigliati nel nazionalismo, nell’integralismo religioso e nei movimenti antagonisti della sinistra radicale. “Veri credenti” sono i giovani imbottiti di tritolo che si fanno esplodere nelle azioni terroristiche contro i cittadini israeliani, o i martiri della Shuhada autori dei tragici attentati a New York e Washington. Sono gli “strumenti animati” del Jihad, la guerra santa, che consente ai dittatori mediorientali d’incanalare la frustrazione di una popolazione cui non hanno saputo offrire prosperità economica e prospettive contro un nemico esterno: gli Usa e l’intero Occidente. «Lo scontento diffuso nei paesi in via di sviluppo dal loro contatto con la civiltà dell’Occidente non è innanzitutto il risentimento contro lo sfruttamento colonialistico dei padroni stranieri. È piuttosto il risultato di un indebolimento dell’ordinamento tribale e della vita della comunità». E per la vita della comunità, con la quale s’identifica psichicamente, il “vero credente” islamico è pronto ad immolarsi: «Un movimento di massa attrae e mantiene seguaci non perché possa soddisfare il desiderio umano di realizzazione di sé, ma perché soddisfa la passione della rinuncia a se stessi… La fede in una causa santa va considerata in un numero considerevole di casi un sostituto della fede perduta in se stessi… i “veri credenti” vogliono essere liberi dallo “spaventoso fardello della libertà di scelta”. Non vogliono la libertà di coscienza, ma la fede, una fede cieca e autoritaria». La stessa che oggi anima una nuova schiera di “veri credenti”, gli attivisti del movimento antiglobal che del fondamentalismo condividono interamente la “causa santa”: l’odio verso gli ideali americani di libertà individuale, il capitalismo e la tolleranza. «Tutti i “veri credenti” dei nostri giorni – scrive Hoffer – hanno proclamato loquacemente la decadenza delle democrazie occidentali. Il motivo dominante dei loro discorsi è che chi vive in quelle democrazie è rammollito, amante del piacere, egoista… espressione di una decadenza, di un marciume interno biologico e morale».

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