Essere (ancora) o non essere (più)
La bella lettera scritta dal ministro dell’Istruzione Letizia Moratti in occasione della riapertura della scuola in questo particolare e triste momento della storia dell’umanità riporta a galla alcune considerazioni “scolastiche”. «… Chiedete ai vostri genitori, ai vostri insegnanti di approfondire ciò che è accaduto; di analizzarne tutti gli aspetti umani, sociali, storici ed economici. Voi avete a disposizione gli strumenti per farlo: vivete e studiate in Europa, un continente che ha un patrimonio unico di civiltà, di benessere, di solidarietà, di democrazia…». Peccato che poi si senta a Rai Educazione una teologa che “insegna” ad una classe di liceali torinesi che di fronte alle tre religioni monoteiste la figura della donna è uguale. Peccato che molte scuole (e diciamolo pure in quasi tutte le scuole cosiddette pubbliche) gli insegnanti abbiano affrontato temi e discussioni partendo da questo presupposto: «Cosa hanno fatto di male gli Stati Uniti per meritarsi questo?», «Cosa ha fatto di male il mondo occidentale al mondo islamico?». È proprio in questo momento che noi genitori, e in particolare noi madri che più ci occupiamo dell’educazione dei nostri figli, dobbiamo chiederci chi li affidiamo, a quali scuole, a quali insegnanti. A chi non sa più chi è, da dove viene e quindi dove va, a chi li indottrina con falsità che nascono dall’ignoranza, da un odio al bello e al bene, che si chiama ideologia; o a quei maestri che, coscienti della propria storia, che è la storia dell’Europa, sanno insegnare ai nostri figli, attraverso la positività della realtà, così come emerge da una grande-donna-amica-ebrea Hannah Arendt, un uso giusto e cosciente della ragione e della libertà: li sappiano far diventare uomini e donne. Anche noi madri, donne siamo chiamate in questo momento a una scelta. Dalla parte di chi rinnega le proprie tradizioni, e quindi se stesso. O dalla parte di un’altra grande-donna-amica-cattolica Flannery O’Connor. Insieme a lei, a un popolo, «… a presidiare la fortezza».
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