Ritorno a Jefferson

Di Riccardi Fulvia
04 Ottobre 2001
L’America si sente minacciata nella sua stessa esistenza. Ecco perché, anche i cittadini più poveri, sostengono Bush e corrono al fronte come per una seconda guerra di indipendenza. Colloquio con uno psichiatra newyorkese di Fulvia Riccardi

Miguel Vilaro è uno psichiatra che lavora in prevalenza con famiglie, adulti e bambini che hanno subìto violenze, fisiche o psicologiche, compresi gli abusi sessuali. Lavora in una comunità nei sobborghi orientali di Manhattan, a contatto in prevalenza con le famiglie ispaniche maggiormente povere.

Dopo il disastro dell’11 settembre, come si sente la categoria dei medici psichiatri, degli psicologi e degli assistenti sociali?

Ci sentiamo tutti molto confusi e senza parole, perché nel tentativo di dare una spiegazione all’accaduto, siamo rimasti attoniti di fronte all’enormità dell’evento. La gente ora ci fa più domande, e le spiegazioni che forniamo sono spesso difettose. I confini fra normalità e patologia non sono così chiari e ci siamo resi conto delle nostre lacune.

È vero che ora vi trovate a dovere affrontare patologie nuove, derivate dalla forte insicurezza e dalla sensazione di essere in pericolo?

I sintomi e le sindromi che stiamo vedendo, erano già state precedentemente descritte nella letteratura psichiatrica. Nella clinica dove lavoro eravamo già preparati a trattare casi simili. Ma c’è qualcosa di nuovo: perché c’è un’intera popolazione che non si è mai trovata in circostanze simili. È come se gli americani fossero stati colpiti nel loro grembo, questa è la nuova e sostanziale consapevolezza scaturita da questi tragici eventi. Non è stata una battaglia medioevale fra due eserciti, ma è stato un attacco simile a quello dei leoni predatori verso animali più deboli e giovani. È la prima volta, dopo la guerra d’Indipendenza americana nel diciottesimo secolo, che gli americani subiscono un attacco, e poi di tali dimensioni, un bombardamento aereo ed attacchi contro i civili. Nessuno ora si sente sicuro neanche a casa propria. Questa nuova insicurezza deriva dalla sensazione di essere stati colpiti al cuore, là dove tradizionalmente il popolo americano s’identificava. Il Pentagono è sempre stato considerato un punto di forza e di grande sicurezza, mentre il World Trade Center era considerato il simbolo del capitalismo. I terroristi avevano proprio questo fine: cercare di minare alla base tutte le sicurezze fondamentali per un popolo, tutte quelle sicurezze che gli americani avevano interiorizzato in secoli di storia.

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