Studiamo(ci) e poi studiamo(li)

Di Respinti Marco
11 Ottobre 2001
Oramai si parla di «scontro delle civiltà» anche dal barbiere. Mai Samuel P. Huntington avrebbe pensato che il suo titolo potesse raggiungere l’empireo dei “non letti, ma citatissimi”.

Oramai si parla di «scontro delle civiltà» anche dal barbiere. Mai Samuel P. Huntington avrebbe pensato che il suo titolo potesse raggiungere l’empireo dei “non letti, ma citatissimi”. Chi però bene incomincia (a impostare le questioni) è già a metà dell’opera (di conoscenza della realtà). Utile, dunque, Cristianità di settembre-ottobre, fondato e diretto a Piacenza da Giovanni Cantoni, autore di Aspetti in ombra della legge sociale dell’islam. Per una critica della vulgata “islamicamente corretta” (Centro Studi sulla Cooperazione “A. Cammarata”, San Cataldo [Caltanissetta] 2000). In Dopo il Martedì Nero, coscienza della Grande Europa, il direttore avverte che, sulla “questione islamica”, «non basta fare della cattiva retorica, dalla quale siamo invitati a chiederci: “Possibile che un miliardo di persone sia costituito da terroristi?”. Infatti, la domanda da porsi suona diversamente: “Per questo miliardo di persone la pratica terroristica è lecita, ancorché personalmente non esercitata?” […] Così si può pensare sia il terrorista agli occhi di tanti musulmani “comuni”: quello che fa quanto si può fare, talora si deve, ma che loro, i musulmani “comuni”, non vogliono, non sanno o non osano fare». Chiudendo così: «A questo punto l’orizzonte si apre sul riconoscimento dei diritti dell’uomo, sulla loro fondazione prima della loro dichiarazione, quindi sul loro sanzionabile rispetto. Se il luogo primo di tali riconoscimento, fondazione, dichiarazione e rispetto configura la Grande Europa, il mondo “creato” nei diversi continenti dall’uomo occidentale e cristiano e dalla sua cultura, la consapevolezza di tale Grande Europa può trovare spunto nella tragedia consumata negli Stati Uniti d’America ed espressione nella comune volontà di fronteggiarla». Illustrano il tema Prospettive teologiche e pastorali in tema di dialogo e d’immigrazione del cardinale Giacomo Biffi; I diritti dell’uomo e il futuro dell’umanità del cattedratico argentino Alberto Caturelli; e La religione negli Stati Uniti d’America: libertà e uguaglianza dei culti fondate sulla fede e sulla tolleranza di Frédéric Le Play (1806-1882).

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