Ds, caramba e pulotti

Di Lodovico Festa
06 Settembre 2001
«È consapevole sia della inevitabilità della globalizzazione tecnico-economica-finanziaria sia delle opportunità politiche che questa dà» dice Massimo Cacciari all’Unità parlando di Luca Casarini.

«È consapevole sia della inevitabilità della globalizzazione tecnico-economica-finanziaria sia delle opportunità politiche che questa dà» dice Massimo Cacciari all’Unità parlando di Luca Casarini. L’ex sindaco (e ancora filosofo) ha allevato amorevolmente e con largo impiego di mezzi l’Alvaro Vitali delle tute bianche. Per Cacciari vale dunque la regola che «ogni scarrafone è bello a mamma sua» *** «Non voterò nessuna mozione che s’impegni a investire nei talenti femminili», dice Barbara Pollastrini all’Unità. In realtà il capo delle donne Ds spera che s’investa anche nelle mediocrità femminili. Ne va del suo posto di lavoro. *** «Noi ministri ci sentivamo abbandonati, circondati da burocrati romani e in loro pugno, incapaci di muoverci, di capire che cosa fare», dice Roberto Maroni al Giornale, descrivendo la sua esperienza di ministro nel ’94. Oggi, invece…*** «Sarebbe come sbarrare le porte del Parlamento», dice Francesco Rutelli a Repubblica, parlando dello spostamento del vertice Fao da Roma. Meglio lasciarlo bruciare? *** «Lui non è un uomo di governo ma un piazzista», dice Massimo d’Alema al Messaggero parlando di Silvio Berlusconi. Ma a Genova i “piazzisti” erano altri con tanto di bollo dei Ds. *** «Si rassicuri, comunque. Nessuno gli vuole fare dei processi. Tanto meno prima», scrive Paolo Flores D’Arcais sulla Stampa rivolgendosi a Piero Fassino. Il direttore di Micromega ha il sottile humour di quel boia che sul palco alla vittima chiedono se «la sfumatura deve essere alta». *** «La sinistra aveva poco a poco perso l’anima» dice Marco Fumagalli all’Espresso. Il leader della sinistra Ds oggi vuole l’anima, un tempo di lui si diceva che se avesse avuto la parola sarebbe stato già tanto. *** «Ecco approfitto dell’Unità per correggere quel passaggio di altre sue interviste…», Giovanna Melandri chiede, poi, all’Unità di “correggere” anche qualche altro passaggio di altre sue interviste. E se provasse a pensare prima di parlare? *** «Questa esperienza di governo ha perso la sua anima non perché al governo c’era Einstein e al partito c’erano dei fessi», dice Pietro Folena alla Repubblica. Forse al governo non c’era Einstein. *** «Tutta la mia vita ho scommesso sulla discontinuità», dice Piero Fassino alla Stampa. Ce lo ricordiamo lì su quel palco a Mirafiori accanto a Enrico Berlinguer che incitava all’occupazione della Fiat. In cuor suo Fassino – spiegò poi – era per la discontinuità, per non occupare la Fiat. Non disse niente per riserbo. *** «Anche gli estimatori del capo della polizia si saranno resi conto che forse è il caso che torni a testimoniare» dice Franco Bassanini all’Unità. Non ce l’ha con il governo ma con Luciano Violante il quale a sua volta il giorno dopo attacca il capo dei Carabinieri. Finalmente una divisione seria nei Ds: caramba contro pulotti. *** «Non sarà facile resistere alla tentazione di conservare lo status quo, gradito sia al centrodestra sia al centrosinistra», dice Antonio Di Pietro al Giorno. Non si riesce a capacitare perché nessuno gli presti qualche voto per arrivare al quorum. Quand’era pm tutti erano meno schizzinosi nel prestargli la roba.

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