Guerra ed economia: l’altra faccia della medaglia

Di Degli Occhi Alessandro
25 Ottobre 2001
La tragedia dell’11 settembre e la guerra in Afghanistan hanno indubbiamente influito sulla situazione economica mondiale.

La tragedia dell’11 settembre e la guerra in Afghanistan hanno indubbiamente influito sulla situazione economica mondiale. Ci sono comparti economici che hanno subìto danni enormi, si pensi solamente al trasporto aereo, alle compagnie di assicurazioni, al settore del turismo. Migliaia di licenziamenti, centinaia di miliardi andati in fumo. C’è però un’altra faccia della medaglia: paradossalmente questi tragici fatti stanno rimettendo in moto settori da qualche tempo considerati in crisi. Senza tirare a mano l’industria bellica che purtroppo, tra alti e bassi, è sempre rimasta florida, ci sono settori come quelli farmaceutico, telematico e delle tecnologie per la sicurezza che si aspettano di risollevare quanto prima i propri destini. Pensiamo solo all’effetto che il pericolo antrace e vaiolo stanno generando sulle più importanti industrie farmaceutiche: ci sono società come la Berna o la Chiron (che ha acquisito l’italiana Sclavo) che sono balzate all’attenzione dei governi proprio perché tra le poche che effettuano ancora ricerche sistematiche sui vaccini. Ma ci sono anche società ben più note come la Bayer (recentemente passata attraverso la bufera del farmaco Lipobay), come la Pfizer o come la Acambis che hanno conosciuto in questo periodo crescite in Borsa che vanno dal 44 al 16 fino al 98%. Produrre antibiotici e vaccini contro la minaccia di virus e batteri sta infatti moltiplicando a ritmo serrato le loro opportunità di crescita. E cosa dire di comparti come quello della video comunicazione a distanza? Che le videoconferenze fossero, in certi casi, molto più economiche di un viaggio aereo con cui si spedivano quattro dirigenti d’azienda da Milano a Roma era noto da tempo. Ora però l’effetto psicologico provocato dai dirottamenti suicidi sta riportando in auge questo tipo di soluzione e sembra che gli ordini di apparati e i contratti di servizio non si stiano facendo attendere. Secondo uno studio recentemente condotto dalla società di ricerche IDC, i settori cosiddetti di nicchia come la videocomunicazione e la sicurezza informatica avranno crescite, a due cifre in percentuale, almeno per i prossimi due anni. In particolare nel settore della videocomunicazione sono direttamente interessate aziende manifatturiere e società di telecomunicazione sia italiane che straniere (Telecom Italia, Marconi, Aethra, ecc.) che già oggi si stanno muovendo a ritmo serrato. Anche nel settore della sicurezza informatica è tutto un pullulare di società che propongono soluzioni ad alta tecnologia come l’utilizzo della carta d’identità elettronica o la biometria, una tecnica che permette la scansione e il riconoscimento elettronico delle impronte digitali, del viso o della retina. Negli Stati Uniti società di grosso calibro come Symantec, Sun Microsystems e Oracle stanno spingendo in questa direzione proponendo all’attenzione del governo federale soluzioni informatiche e telematiche capaci di garantire la sicurezza e l’integrazione delle banche dati, nonché l’utilizzo di sistemi avanzati per il controllo e l’identificazione personale. Come dire: morto un mercato se ne fa un altro…

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