Il principe dei black-bloc

Di Stefanini Maurizio
25 Ottobre 2001
Ma l’avete notato il vero filo conduttore? Naturalmente non ci sono ancora le prove che l’attacco bioterrorista all’antrace sia effettivamente collegato all’attentato kamikaze contro Torri Gemelle e Pentagono.

Ma l’avete notato il vero filo conduttore? Naturalmente non ci sono ancora le prove che l’attacco bioterrorista all’antrace sia effettivamente collegato all’attentato kamikaze contro Torri Gemelle e Pentagono. Sì: è ovvio che gli obiettivi in prima linea siano i simboli fisici della potenza politica, militare ed economica del “Grande Satana” americano. Ma, se ci pensate bene, c’è anche un legame più sottile. E più inquietante. Ricapitoliamo. Attacco numero uno: gli aerei. Sul tessuto dei trasporti per cielo si è così gettata un’ondata di panico che ha già inferto all’industria mondiale del turismo dei colpi micidiali, e che minaccia di costringere la maggior parte delle compagnie alla bancarotta. Già alla Commissione Europea prevedono che su 14 compagnie di bandiera dell’Ue «non ne sopravviveranno che 5», in Svizzera deve intervenire lo Stato per salvare la Swissair, negli Usa il Congresso impone la ristatalizzazione del personale aeroportuale. Ma ricordiamo che gli integralisti algerini da poco processati in Francia avevano preso di petto il sistema dell’Alta Velocità Ferroviaria. Dunque correggiamo: obiettivo numero uno, i trasporti in genere. Attacco numero due, i computer. Nella buriana generale ce lo siamo già dimenticati, ma il famoso Nimda ha bloccato mezza Italia, e i servizi Usa danno per certo che ci deve essere stato un preventivo attacco di hackers a coadiuvare il grande attentato dell’11 settembre. E bordate sono venute anche nei giorni successivi. Attacco numero tre: Tv e telefoni. E questa è passata sostanzialmente inosservata. Ma con le Torri Gemelle sono andate a pezzi anche le sedi di importanti società del settore delle telecomunicazioni, senza contare importanti strutture che nei grattacieli avevano sede, a partire dalla famosa antenna, e che sono andate in fumo. Come sono andati in fumo nelle Borse miliardi di azioni nel comparto dei tecnologici. Ma sono state anche tre grandi catene televisive le destinatarie delle lettere all’antrace, oltre a un quotidiano e al Congresso.

Nulla di strano, si potrebbe obiettare. È normale che in guerra uno dei primi obiettivi siano proprio le comunicazioni. Nessuno, però, perderebbe tempo con i vecchi postini che portano ancora le lettere a mano… Eppure, sono stati loro l’obiettivo numero quattro. L’accerchiamento, insomma, è oggi totale. Si salva solo chi accende una Tv o solleva la cornetta di un telefono, non essendosi ancora per fortuna scoperto il modo di farli saltare a distanza o di trasmettervi qualche bacillo patogeno. Capito allora il filo conduttore? “La globalizzazione non è né bene né male, ma una mera fatalità, dovuta allo sviluppo dei mezzi di comunicazione, che hanno trasformato l’intero pianeta in un villaggio globale”. Quante volte è stata ripetuta questa frase? Confusamente, i no global hanno parlato di “governare il processo”, di “cercare un’altra globalizzazione”, di “ritorcere contro la globalizzazione i suoi stessi meccanismi”. Bin Laden non ha avuto di queste contraddizioni. Con indubbia genialità da grande criminale, ha individuato il male e subito anche il rimedio. E, da no global più conseguente di tutti, ha iniziato la grande guerra mondiale contro le comunicazioni.

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