Frastuoni vicini e lontani

Di Respinti Marco
25 Ottobre 2001
Fondazione Liberal, di Ferdinando Adornato, è sempre una lettura stimolantissima. E leggere stimolati significa anche (almeno idealmente) interpretare, glossare, criticare.

Fondazione Liberal, di Ferdinando Adornato, è sempre una lettura stimolantissima. E leggere stimolati significa anche (almeno idealmente) interpretare, glossare, criticare. Il nuovo numero (l’8, di agosto-settembre) è come sempre ricco di diversi contributi, ma gl’indubitabilmente più cogenti sono quelli che, in due tronconi, articolano la sezione intitolata Occidente e libertà (proprio come l’intero fascicolo), ovvero il Dopo New York e il Dopo Genova. Sul tema riflettono il direttore Adornato a colloquio con Franco Cardini, Renzo Foa, Fiamma Nirenstein (prima da sola e poi) a colloquio con Bernard Lewis, Claudio Risé, Fouad Twal intervistato da Sergio Belardinelli, George Weigel, la coppia Zbigniew Brzezinski e Brent Scowcroft, quindi quella Michele Nones e Giovanni Gasparini; poi, dopo un intervento firmato a nome dell’intera Fondazione Liberal, Alessandro Maggiolini, Sergio Ricossa, Edoardo Boncinelli, Stefano Parisi, di nuovo Belardinelli, Gerard Bramoullé, John Michael Beers, e un’ultima coppia, Alberto Mingardi e Guglielmo Piombini. Babele di opinioni? La libertà di espressione può essere anche questo. Ma questo è il nostro mondo. Appunto Occidente e libertà. Da noi esiste l’abusum esecrato solo perché l’usum è sacrosanto. Fuori di qui, né l’uno, né l’altro. Molti, moltissimi che in Occidente godono di libertà altrove negate se lo scordano fin troppo spesso. D’altra parte, ripetere “Occidente, Occidente” senza porsi la benché minima domanda su cosa questa espressione davvero significhi è tipico proprio del nostro mondo. Non sarà certo la lettura di qualche articolo di periodico a risanarci (o a metterci a posto la coscienza), eppure potrebbe essere un inizio, la classica pulce nell’orecchio. Di certo c’è solo che se mai s’incomincia, mai si finirà. Il frastuono lontano dei bombardamenti (indispensabili e benedetti, me lo si lasci pur dire) aiuta a procrastinare la questione. Ma, poi, il suono del silenzio (del vuoto) che potrebbe (sottolineo potrebbe) seguire si farà più angosciante. E non servirà a tenere lontani i nuovi talebani.

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