Scontro di civiltà?

Di Cammilleri Rino
25 Ottobre 2001
Come andrà a finire? Una serie di coincidenze ci riportano alla battaglia di Lepanto. Quando i cristiani schierarono la loro flotta a forma di croce e i musulmani a forma di mezzaluna. Agatha Christie parlerebbe di coincidenze… di Rino Cammilleri

Il Corsera del 15 ottobre riportava che in certe chiese cattoliche americane si prega la Madonna di Lepanto. Le cronache milanesi, lo stesso giorno, riferivano della manifestazione dei musulmani cittadini che se la prendevano (anche pesantemente) col cristianesimo e i suoi dogmi. Non sarà uno «scontro di civiltà» ma a qualcuno sembra tale (e, certo, i talebani vorrebbero che tale diventasse). Singolare coincidenza: l’attacco americano è cominciato il 7 ottobre, 430° anniversario della battaglia di Lepanto. Tutti gli osservatori ci vanno ripetendo che d’ora in poi nulla sarà più lo stesso. Fu così anche allora (anche se le posizioni di potenza erano invertite), come attesta il celebre storico Fernand Braudel. I turchi schierarono un’armata navale quale mai si era vista prima: 270 galee comandate da Alì Pascià. I cristiani misero insieme una flotta inferiore ma riportarono insperatamente una strepitosa vittoria. Fior di personaggi parteciparono alla giornata: il comandante in capo, Giovanni d’Austria, era figlio di Carlo V; c’erano Miguel de Cervantes (che ci perse una mano), i veneziani Agostino Barbarigo e Sebastiano Venier, il grande condottiero Alessandro Farnese, c’era Marcantonio Colonna, ammiraglio della squadra pontificia. Era stato il papa, s. Pio V, a operare il miracolo di riunire i prìncipi cristiani nella Lega Santa. Ebbe una visione soprannaturale della battaglia, che aveva provveduto a mettere sotto la protezione della Madonna del Rosario. Dopo aver ordinato la recita di questa antica preghiera litanica in tutta la cristianità, dispose che il 7 ottobre diventasse la festa liturgica della Madonna del Rosario, o Maria della Vittoria, venerata col titolo di Auxilium Christianorum. Le fu particolarmente devoto don Bosco, che a lei dedicò la grande basilica torinese dell’Ausiliatrice.

La croce e la mezzaluna

Quella vittoria fu soprattutto italiana. Era la prima volta, infatti, che tutti gli stati della penisola si coalizzavano. Fu un vero e proprio huntingoniano scontro di civiltà, e come tale fu sicuramente percepito da chi vi partecipò. Perché mai, se no, una tattica militare in sé assurda come quella dei turchi che schierarono le loro navi a mezzaluna, e i cristiani che disposero le loro a forma di croce? Gli effetti furono scarsi dal punto di vista politico ma enormi da quello morale, e rimasero a lungo nella memoria collettiva come prova della disposizione psicologica dell’Occidente a unirsi per un ideale sovranazionale. Da quel momento l’espansionismo turco fu fermato, per mare, per sempre. Per via di terra occorrerà attendere l’11 settembre (altra coincidenza) 1697 e la battaglia di Zenta, nel cuore dell’Europa, vinta da Eugenio di Savoia (che amava firmarsi da «europeo», in tre lingue: Eugenio von Savoie). Ma oggi no, non siamo in presenza di uno «scontro di civiltà»; solo, un’operazione di polizia internazionale. Non è il caso di scomodare Agatha Christie e la sua teoria delle coincidenze.

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