La Cgil-scuola in minoranza

Di Castagneto Pierluigi
08 Novembre 2001
Scricchiola anche nella scuola l’unità sindacale in un settore dove meno della metà degli addetti ha in mano una tessera sindacale. Allo sciopero del 12 novembre aderiscono solo Cgil, Gilda e l’arcipelago dei Cobas.

Scricchiola anche nella scuola l’unità sindacale in un settore dove meno della metà degli addetti ha in mano una tessera sindacale. Allo sciopero del 12 novembre aderiscono solo Cgil, Gilda e l’arcipelago dei Cobas. Cisl e Uil chiedono agli iscritti di fermarsi solo per un’ora per il recupero del differenziale d’inflazione, mentre lo Snals, pago dei risultati ottenuti in sede di contrattazione per la finanziaria non ha mobilitato la propria base. È ovvio se la Cgil, fedele ancella dei Ds, si mobilita contro il «neo liberismo del governo delle destre» e tuona contro il tentativo di ridimensionamento della scuola pubblica; la “Gilda degli Insegnanti” mostra invece un evidente cambiamento di rotta. Sandro Gigliotti, ex leader storico dell’associazione, estromesso due anni fa dal suo vertice, precisa che l’attuale gruppo dirigente ha trasformato un’associazione di docenti in un piccolo sindacato di base. Ha prevalso il gruppo movimentista e i nuovi iscritti sono prevalentemente statalisti e di sinistra. «Veneti e lombardi, baresi e napoletani – precisa Gigliotti – hanno fatto di Gilda un gruppo basato sulle logiche sindacali, che si occupa solo di contratti e salari. Hanno abbandonato l’antica idea di costruire una sorta di ordine professionale che tuteli solo la specificità della funzione docente. E tutto per qualche iscritto in più e per sedersi al tavolo delle trattative». La Cisl ha cominciato a distanziarsi dalla Cgil, alcuni mesi fa già in ambito confederale con lo scopo forse di diventare il sindacato di riferimento della nuova area di centro, oggi al governo. E così hanno fatto anche i sindacalisti del settore scuola, apparsi più concilianti in sede di discussione della finanziaria. Lo Snals, sebbene su posizioni più stataliste rispetto al passato, ha ottenuto la riscrittura degli articoli della finanziaria, 60 miliardi per le spese di auto-aggiornamento e un tavolo tecnico dove stendere un piano d’interventi sull’istruzione. Ce n’era abbastanza per tornare a casa soddisfatti. Manovre a parte, emerge sullo sfondo la nuova maggioranza sindacale del settore scuola formata da Cisl, Snals e Uil. Maggioranza dotata del potere di firma contrattuale e quindi capace di mettere all’angolo la Cgil.

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