La stoffa del liberalismo
Il delnociano Massimo Tringali sintetizza Il concetto di libertà nella filosofia politica di Alessandro Passerin D’Entrèves — il filosofo valdostano vissuto fra 1902 e 1985 — sulle pagine della Rivista Internazionale di filosofia del diritto, fondata da Giorgio Del Vecchio, oggi diretta da Sergio Cotta ed edita dalla “Fondazione Giuseppe Capograssi” di Roma per i tipi di Giuffrè. E nota come a Norberto Bobbio fosse già stato esaurientemente risposto tempo fa da chi auspicò una «politica che tiene conto di tutti i fattori, non solo di quelli misurabili quantitativamente e come tali oggetto di verifica empirica», cioè capace di salvaguardare «il primato della libertà intesa come libertà di coscienza» su cui si fonda il «consenso» alternativo al machiavellico monopolio dell’uso della forza. Quello che, il 12 giugno 1976, sulla Pravda di Torino — La Stampa — Passerin chiamò «triste politica». Contro una scienza politica comportamentista, empirista, descrittiva, avalutativa e meramente fattuale, ma conscio del carattere empirico di tale disciplina, Passerin auspica «una filosofia politica consapevole di un suo alto compito normativo». Se la vera libertà è quella dell’uomo «capace di intendere e di rispettare la propria legge interiore anche in contrasto con le grandi correnti di pensiero dominanti nella società», Tringali ritiene il filosofo valdostano «una coscienza religiosa, nel senso laico del termine», fatta «di attesa e di silenzio». E Passerin lo conforta quando, scrivendo l’11 ottobre 1945, chiede al liberalismo di tornare «alla sua sorgente più pura, alle sue origini che sono schiettamente cristiane, riconoscendo che i valori più alti della vita sono estranei alla sfera politica ed all’azione dello Stato, mentre di converso la fede in questi valori trascendenti è stata sempre strettamente associata alla conquista della libertà, ed i popoli veramente liberi sono stati quelli di più rigida intransigenza religiosa, di più provata e solida fede cristiana». La “storia della libertà” raccontata da Lord Acton è davvero un caso specifico della storia della Salvezza.
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