Arrivano i “buoni” siciliani
Anche la Sicilia si avvia verso il buono scuola. Martedì scorso, la Giunta di Governo ha varato un disegno di legge che «riconosce e garantisce la libertà e la responsabilità della famiglia nell’educazione dei figli»: la Regione, «al fine di favorire l’esercizio di tale libertà e responsabilità», promuoverà «interventi volti a rimuovere gli ostacoli d’ordine economico, sociale e culturale». Il provvedimento nasce dalla lunga battaglia cominciata all’indomani della grandiosa manifestazione di Roma del 30 ottobre 1999, che ha portato a costituire in Sicilia un comitato per la parità scolastica e la libertà d’educazione. Vi hanno aderito associazioni di genitori (come il Forum delle Famiglie, l’A.Ge. l’A.Ge.S.C., il Sindacato delle famiglie), di scuole, (la F.O.E., la F.I.S.M., la F.I.D.A.E.), del mondo della cultura (l’Associazione Liberal e il Centro Culturale “Il Sentiero”), oltre alla Compagnia delle Opere che ne è stata il motore. Tra le tante iniziative realizzate dal comitato, la più importante è forse quella svoltasi a Palermo il 24 maggio scorso, di fronte ad oltre 1.000 persone e ai candidati alla Presidenza del Governo regionale (Leoluca Orlando e Salvatore Cuffaro), che in quell’occasione si sono impegnati a introdurre in Sicilia il buono scuola. Una promessa mantenuta dal Presidente Cuffaro: «fra i tanti impegni assunti in campagna elettorale, quello del buono era tra i più qualificanti, ed è per questo che è stato il primo a venir realizzato», ha osservato. La legge intende aiutare le famiglie ad affrontare le spese per l’educazione dei figli attraverso l’erogazione di buoni scuola «finalizzati alla parziale copertura delle documentate spese di frequenza ammissibili in misura comunque non superiore al 75% delle stesse». È previsto inoltre un aiuto una tantum alle famiglie più bisognose per l’acquisto di materiale didattico e libri. Altro che legge per gli studenti ricchi delle scuole private! Il provvedimento stanzia 100 miliardi per il buono scuola e 30 per l’acquisto di materiale didattico (una cifra superiore a quella prevista da analoghe leggi di altre regioni italiane). Entro tre mesi dall’approvazione, saranno definite le fasce e i livelli di reddito per accedere ai buoni, le spese di frequenza ammissibili e le varie procedure. «Con questa legge – ha aggiunto il Presidente Cuffaro – abbiamo voluto innovare il metodo con cui il Governo regionale predispone le iniziative legislative. Il disegno di legge nasce infatti da un lavoro preparatorio che ha riunito, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, i rappresentanti del mondo associativo familiare e scolastico. I quali entreranno anche nella Commissione regionale permanente sulla dispersione scolastica che verrà estesa a 10 membri. Ci pare un segno tangibile, non ideologico, dell’attenzione da noi riservata a quel vasto mondo dell’associazionismo che tanto dà alla nostra società». Ora la parola spetta al Parlamento. «E mi auguro che l’iter sia veloce – ha sottolineato il prof. Andrea Badalamenti, portavoce del Presidente Cuffaro – credo che il nostro disegno di legge segni un’importante svolta di metodo e contenuto nei rapporti fra istituzione e società civile. Questa è la sussidiarietà per la quale ci battiamo».
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