Uomini e pecore

Di Tempi
29 Novembre 2001
«Un triste giorno negli annali della scienza».

Non applaude all’esperimento?

«No. Esistono infinite prove che dimostrano come l’utilizzo di cellule staminali adulte sia preferibile a quello delle cellule embrionali. Ma la lobby che manda avanti la ricerca su queste ultime ha preso il sopravvento nelle Americhe, oltreché in Inghilterra e nel resto dell’Europa. Oltre a ottenere più fondi di ricerca, i “clonatori” hanno più entrature anche a livello di governi».

Eppure molti leader religiosi, non solo nel mondo cattolico, sono allarmati.

«Le mie critiche sono di natura tecnico-scientifica e non hanno nulla a che vedere con considerazioni di tipo morale, etico o religioso. Dopo aver dedicato un’intera vita alla ricerca genetica posso dire che le cellule staminali adulte sono efficacissime nella cura delle malattie più gravi, dal diabete ai disturbi cardiaci. Mentre le tecniche di clonazione creano numerosissimi problemi».

Che tipo di problemi?

«Aberrazioni genetiche e difetti cromosomici che possono provocare un invecchiamento precoce o malattie imprevedibili, tra cui il cancro. Il sistema genetico umano è formato da unità genetiche relazionate a virus cosiddetti “dormienti”. Durante la clonazione questi virus vengono attivati e ciò provoca i problemi genetici».

Non si può invertire questo trend?

«Il problema è che questi scienziati usano la popolazione normale invece degli animali come cavie e senza alcuna restrizione legale».

Che cosa propone?

«Di criminalizzare i ricercatori, le università e i laboratori di ricerca che conducono esperimenti che mettono a repentaglio la vita umana e l’integrità delle specie future. Ma temo che tra un paio d’anni la clonazione di embrioni sarà una pratica diffusissima».

Alessandra Farkas, intervista a Joseph Cummins, professore all’University of Western Ontario, massimo esperto canadese di genetica, Corriere della Sera, 26 novembre 2001

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