La vita dell’uomo è battaglia

Di Persico Roberto
06 Dicembre 2001
Nel dibattito che circonda la battaglia di Lepanto, su un punto nessuno discute: il valore del comandante della flotta cristiana, don Giovanni d’Austria, l’autentico eroe della vicenda.

Louis de Wohl, L’ultimo crociato, 498 pp. Bur – I libri dello spirito cristiano, lire 19.000

Nel dibattito che circonda la battaglia di Lepanto, su un punto nessuno discute: il valore del comandante della flotta cristiana, don Giovanni d’Austria, l’autentico eroe della vicenda. Fu lui a dare unità alla variegata accozzaglia di soldati e marinai della Lega Santa. Fu lui a vincere le incertezze dei comandanti e a forzare le tappe per arrivare allo scontro prima dell’inverno. Fu lui a galvanizzare le truppe con il suo comportamento in battaglia. Combattente leale, generoso e disinteressato, è stato ovviamente dimenticato dalla leggenda che voleva i cristiani avidi, divisi e in fondo solo fortunati. A ricordare la verità è da poco in libreria per i tipi della Bur – I libri dello spirito cristiano L’ultimo crociato. Il ragazzo che vinse a Lepanto di Louis de Wohl. Fedelissimo alle fonti storiche, il libro dipinge un affascinante affresco della Spagna del siglo de oro, con le sue sfolgoranti luci e le sue ombre ambigue, con i suoi slanci e le sue meschinità, soprattutto con una fede profonda e radicata che dà forma, nel bene e nel male, a tutti gli aspetti della vita. Su questo sfondo si staglia la figura di don Giovanni, figlio naturale del vecchio imperatore Carlo V, fratellastro del re Filippo. Allevato da un leale nobiluomo della corte, il ragazzo cresce nel culto sincero dell’ideale cavalleresco. Destinato dal re alla porpora cardinalizia, fugge da corte per combattere contro i Turchi a Malta. Peccatore come tutti (è donnaiolo e giocatore), non si lascia però determinare dal suo limite. E De Wohl sa raccontare in modo avvincente la sua dura lotta con se stesso per essere fedele alla grazia di Dio. «Don Juan d’Austria, anche a prezzo di molte divagazioni, di molti errori e di molte fughe» si legge nell’introduzione «comprende che il suo destino si compie non nelle vittorie che aveva sognato per sé ma in quella che compie per un Altro e che la battaglia contro gli infedeli combattuta sui mari è solo un episodio della battaglia contro le proprie infedeltà».

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