Quella sempre taciuta identità comune dell’Europa
Nel gran parlare di questi giorni di unità europea è stata scalfita anche una delle poche sicurezze scolastiche che parevano consolidate, il fatto cioè che Carlo Magno è all’origine della nascita dell’Europa. E così, mettendo tutti gli storici e i giornalisti, in un gran calderone, leggiamo che l’Europa nasce a cavallo del 1700, nasce dopo il 1945, nasce dal mondo greco-romano, nasce dallo sviluppo delle città, nasce dall’incontro con la cultura araba, padre dell’Europa è sì Carlo Magno ma… non ci sono padri. In questa confusione di fatti che i maestri del sapere appositamente creano per noi gente comune c’è qualcosa di nascosto, di taciuto. Quel qualcosa che investì longobardi, slavi, anglosassoni, franchi, bulgari, ungari, che tramandò ricopiandola, nei monasteri, la cultura greco-latina, che inglobò cultura araba e bizantina, quel qualcosa che a Carlo Magno, rude guerriero di metri 1,92, fece capire che l’unità dell’Impero aveva bisogno di una cultura comune, che gli fece diffondere scuole in cui si insegnavano le Sacre Scritture, il latino, le lingue volgari, l’aritmetica e il canto, la grammatica e l’astronomia. Quel nascosto si chiama cristianesimo. Uno che ha detto «Io sono il Figlio di Dio», questa è l’identità comune dell’Europa. Artisti, poeti, pittori, scienziati, re, contadini, cittadini, santi, eretici, questa identità l’hanno abbracciata o rifiutata, amata o avversata, ma non hanno potuto non farci i conti, anche noi non possiamo. In questo momento molti hanno paura dei musulmani, del loro credere, della guerra, del terrorismo. Dovremmo temere di più chi ci vuole svendere.
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