Quel che fecero al popolo i vinti
È nobile provare pietà per i vinti. L’Italia, poi, è un paese pietoso. Purché non si dimentichi che cosa i vinti di oggi fecero ieri da vincitori. Ecco una parziale antologia dei loro metodi.
Settembre 1996: presa Kabul, i Taliban castrarono il presidente Najibullah, trascinarono il suo corpo dietro una jeep in numerosi giri intorno al Palazzo e poi lo uccisero.
Gennaio 1998: nella provincia di Faryab, i Taliban massacrarono circa 600 uzbeki. I civili vennero presi casa per casa, allineati e fucilati.
Agosto 1998: i Taliban catturarono Mazar-i-Sharif. Tra i duemila e i cinquemila civili, compresi donne e bambini, furono uccisi. Una selezione etnica sistematica dei maschi hazari portò all’esecuzione di centinaia di uomini e ragazzi.
Luglio 1999: l’offensiva militare sugli Shomaili Plains fu accompagnata da esecuzioni, rapimenti di donne, incendi di case, distruzione degli alberi da frutto: nessuna distinzione tra combattenti e non.
Gennaio 2001: il massacro dei maschi di Yakaolang cominciò il giorno 8 e durò per quattro giorni. I Taliban presero a cannonate una moschea dove si riparavano 73 persone: anziani, donne e bambini.
Antonio Polito, La Repubblica, mercoledì, 28.11.01
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