Quel che fecero al popolo i vinti

Di Tempi
06 Dicembre 2001
È nobile provare pietà per i vinti. L’Italia, poi, è un paese pietoso. Purché non si dimentichi che cosa i vinti di oggi fecero ieri da vincitori. Ecco una parziale antologia dei loro metodi.

È nobile provare pietà per i vinti. L’Italia, poi, è un paese pietoso. Purché non si dimentichi che cosa i vinti di oggi fecero ieri da vincitori. Ecco una parziale antologia dei loro metodi.

Settembre 1996: presa Kabul, i Taliban castrarono il presidente Najibullah, trascinarono il suo corpo dietro una jeep in numerosi giri intorno al Palazzo e poi lo uccisero.

Gennaio 1998: nella provincia di Faryab, i Taliban massacrarono circa 600 uzbeki. I civili vennero presi casa per casa, allineati e fucilati.

Agosto 1998: i Taliban catturarono Mazar-i-Sharif. Tra i duemila e i cinquemila civili, compresi donne e bambini, furono uccisi. Una selezione etnica sistematica dei maschi hazari portò all’esecuzione di centinaia di uomini e ragazzi.

Luglio 1999: l’offensiva militare sugli Shomaili Plains fu accompagnata da esecuzioni, rapimenti di donne, incendi di case, distruzione degli alberi da frutto: nessuna distinzione tra combattenti e non.

Gennaio 2001: il massacro dei maschi di Yakaolang cominciò il giorno 8 e durò per quattro giorni. I Taliban presero a cannonate una moschea dove si riparavano 73 persone: anziani, donne e bambini.

Antonio Polito, La Repubblica, mercoledì, 28.11.01

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.