Ambrogini d’Oro

Di Tempi
13 Dicembre 2001
un chirurgo di guerra è un chirurgo di guerra, ne sanno qualcosa le centinaia di medici Medicin sans Frontiers. Ma non è che un chirurgo di guerra, siccome è un chirurgo di guerra, può dire stupidaggini e non pagare pegno.

Signor direttore,

un chirurgo di guerra è un chirurgo di guerra, ne sanno qualcosa le centinaia di medici Medicin sans Frontiers. Ma non è che un chirurgo di guerra, siccome è un chirurgo di guerra, può dire stupidaggini e non pagare pegno. Dal 12 settembre, Gino Strada, va ripetendo su tutti i canali televisivi e radiofonici, che la guerra americana è più criminale dei criminali che hanno abbattuto le torri gemelle, disintegrando dai 4 ai 6mila innocenti di ogni razza, religione, ceto sociale. Ripete pure, letto sul Foglio di Ferrara, Gino Strada, che dopo aver incassato quei 3 miliardinovecento milioni brutti, sporchi e cattivi perché venuti da un governo che sostiene la guerra americana, lui dal governo non prenderà più una lira. Sulla prima corbelleria anche un uomo che raramente impara quello che crede già di sapere dovrebbe uscire dal suo ospedale, scambiare un paio di chiacchiere con le donne, i bambini, gli uomini afghani liberati dalla schiavitù dei “turisti” coranici e poi dimostrare che un governo di transizione (che, stante il caos tribale afghano, non è certo il miglior mondo possibile, ma è sempre meglio di quello del mullah Omar) messo su non dagli umanitari, ma dalla politica internazionale conseguente a un’azione militare contro un regime assassino e liberticida, sia più criminale del governo Talebano che castrava i Najbullah, seppelliva le donne, sterminava i non credenti. Quanto al fatto che uno si vieti di salvare una vita che potrebbe essere la tua, putacaso di uno che sta annegando, perché il salvagente glielo passa quello che, secondo il ragionamento del nostro eroe, sarebbe il responsabile del lancio a mare dell’annegante, bè, è un bell’esempio di fanatismo, che scusate, non fa di un chirurgo di guerra nemmeno un buon chirurgo (ma un collaboratore sì) di guerra.

Bianca Stazzi, giunta via Internet

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