Che bella famigliola. Peccato non sia quella media
“Metti una giornata particolare in dodici famiglie-tipo di dodici paesi”. Così sottottitola il servizio centrale di Sette numero 12, 2002, dedicato alla vita dell’Europa. Diamo un’occhiata alla domenica di queste “dodici famiglie normali”. Per Irlanda, Olanda, Francia, Finlandia, Lussemburgo viene presentata questa famiglia di tipo classico: padre, madre, da uno a tre figli. Certo, con alcune differenze. Irlanda: lui protestante, lei cattolica. Olanda, lui: «Ho scelto un tavolo rotondo così siamo più uniti e tutti uguali». Francia, il sabato sera distribuiscono i tre figli e vanno a ballare. Finlandia, lui: «La domenica gli uomini vanno a caccia, di alci. Come vuole la legge. Ma io preferisco stare a casa». Lussemburgo, lui: «Soltanto la terra, come la mia terra, dà un senso alla vita». Qui, la differenza nella normalità, la fanno un alce, un ballo e la terra. Ed ecco le “famiglie-tipo” degli altri paesi. Portogallo, lui 51 anni, lei 40 anni, un figlio di 4. Indirizzo, dipende. Vivono in due case diverse “per arginare l’irrequietezza di lui”. Grecia, madre separata, single, figlia di dieci anni, scuola privata, abitano nell’unico grattacielo di Atene, la domenica maneggio e poi al mare nella villa della nonna. Reddito mensile medio dei greci: 1.115,33 euro (il più basso dopo il Portogallo). Germania, lei 22 anni, lui 27 anni, vivono insieme da 4 mesi. Lei: «Credo che prima o poi ricomincierò tutto da capo… un altro lavoro, un’altra città, un altro amore». Belgio, lui 64 anni, lei ? anni, famiglia: gli amici, Sophie e Jacques. Spagna, lui 42 anni, e lui 26 anni. La domenica si alzano alle 11, vanno a letto alle 3. Sognano di adottare un bambino. Austria, lui 42 anni sudanese, lei 30 anni tirolese. Gestiscono l’unico ristorante africano in tutta l’Austria. Italia, lui è A, lei è B. A ha due figlie avute con C, B ha tre figli avuti con D. A e B vivono insieme con le due figlie di A, il fidanzato di una delle due e una dei figli di B. Lasciamo pur perdere l’idea di famiglia medioeval-papista-oscurantista che abbiamo in mente di cui fa sicuramente parte l’amica che mi ha fatto leggere il servizio. Sposata da 18 anni (con lo stesso uomo), tre figli (con lo stesso uomo), felice (con lo stesso uomo). Lasciamo pur perdere che si parla di “famiglie-tipo” quindi rappresentative di un paese e l’amica spagnola, tre figli in quattro anni, oscurantista anche lei, si è un po’ risentita per “la famiglia-tipo” che rappresenta la Spagna. Lasciamo pur perdere che le cose bisognerebbe chiamarle con il loro nome: convivenza, coabitazione temporanea, coesistenza fisico mentale, famiglia. Lasciamo pur perdere che i giornalisti che hanno scritto il servizio forse non si rendono conto che la realtà è diversa e più ampia del loro per-quanto-correct pensiero. Ma almeno una cosa non lasciamola perdere, diciamola: “Ma mi faccia il piacere!” (Principe Antonio De Curtis).
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