Più flessibilità, meno sindacato
Quelle che seguono sono semplici osservazioni di una persona che per anni ha lavorato nell’ambito delle Risorse Umane di una società che fornisce servizi a reti di pubblica utilità del Nord Italia. Spesso in questi anni, per ruolo, mi sono trovata a difendere le persone dallo stesso sindacato e spesso mi sono chiesta dov’era il sindacato di fronte al singolo ed al suo bisogno, ho visto difendere i princìpi non le persone: in questi anni mi sono resa conto che la persona e il suo bisogno fa saltare ogni ideologia. Faccio fatica a fronte di questa esperienza a condividere la posizione del sindacato di fronte all’art. 18 perché purtroppo nella Società in cui opero ho visto le organizzazioni sindacali difendere a parole i princìpi ed abbandonare le persone. Perché difendere a spada tratta l’art. 18 quando le società usano ben altre armi per “licenziare” il personale? Vi cito alcuni episodi di cui purtroppo sono testimone ed attore:
a) La sottoscritta da un anno a questa parte è tenuta “disoccupata” dalla propria società sperando che se ne vada, effettuando anche azioni di mobbing, ed il sindacato dov’è? Dissolto: allora non è meglio favorire flessibilità nell’ambito lavorativo creando agenzie che favoriscano il reintegro in altre realtà lavorative?
b) Altre risorse della società sono state cedute con la modalità della cessione del ramo d’azienda, hanno fatto causa, il giudice le ha reintegrate in servizio, la società le sta tenendo disoccupate con la speranza che se ne vadano: a chi serve il reintegro? chi beneficia di questa situazione? Non è meglio favorire la flessibilità del lavoro?
c) Quando ero piccola mio padre è rimasto disoccupato con moglie e figli a carico, ma poiché era un quadro nessuno ha preso le sue difese.
È per la concretezza di queste situazioni che faccio fatica a difendere l’art. 18: credo che occorra stare di fronte alla realtà per quello che è ed occorra favorire ed inventare strumenti che generino opportunità di lavoro, non mi scandalizza che le imprese nascano e muoiano, che i mestieri cambino. Mi scandalizza che uomini nel pieno delle loro energia non possano contribuire a crearle e farle prosperare.
Lettera firmata (Varese)
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