Cari compagni di Tempi vi scrivo (per discutere di corna e pernacchie politiche)

Di Tempi
21 Febbraio 2002
Dopo le “corna” di Berlusconi al vertice di Caceres, stampa, politici e pseudo-intellettuali si sono scatenati in impeccabile coro di disdegno.

Dopo le “corna” di Berlusconi al vertice di Caceres, stampa, politici e pseudo-intellettuali si sono scatenati in impeccabile coro di disdegno. Alcuni giornali si sono scusati con i propri lettori per non avere pubblicato la foto incriminata. Qualcuno si è appellato all’onorabilità dell’Italia nel mondo, ci mancava poco che si invocasse la difesa della Patria in terra straniera. Intellettuali che di fronte al satanico gesto si sono sentiti defraudati della loro italianità. L’irriguardoso gesto del Presidente del consiglio ha scatenato le ire più profonde dei cultori dello “stato”, di coloro che difendono la sacralità istituzionale, l’aplomb, il portamento, la seriosità, l’atteggiamento politicamente corretto, il buon gusto. Ma tutto questo mi sembra assurdo, paradossale. Questa sarebbe la sinistra. Gente che si sente offesa perché un luogo istituzionale è stato contaminato da un gesto di “cattivo gusto”, perché politicanti lontani dalla politica sono stati sbeffeggiati da un altro politicante lontano dalla politica, burocrati in doppiopetto lontani anni luce dai bisogni reali “cornificati” da un altro personaggio in doppiopetto distante quanto loro da quegli stessi bisogni. Questa è l’opposizione che si riesce a mettere in campo. Un’opposizione che vota addirittura la guerra assieme alla stessa maggioranza del Presidente del consiglio ma che di fronte a due “corna” s’indigna, protesta, si dispera. Carissima sinistra Fassiniana, Morettiana, Dalemiana volgete uno sguardo ai vostri comportamenti al vostro recente passato, al vostro presente e lasciatevi andare ad una pernacchia liberatoria.

Fabio, di RedAzione, Luino (Va)

Caro compagno di Prc, ci conosciamo e mi pare che la tua logica non faccia una piega. Noi qui, lo sai bene, siamo all’opposto di Bertinotti, ma tanto di cappello a chi conserva il lume dell’intelligenza. Un’opposizione così, almeno si capisce. E, soprattutto, non è polverosamente ipocrita. Grazie.

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