Olocausto e Pio XII. Il Vaticano apre gli archivi
Al fine di porre «termine ad ingiuste ed ingrate speculazioni» il pontefice Giovanni Paolo II «è venuto nella determinazione di rendere disponibili ai Ricercatori, a partire dall’inizio dell’anno 2003, i documenti contenuti negli archivi della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e nell’Archivio Segreto Vaticano, concernenti la Germania e relativi al periodo 1922-1939». Questo significa che dal gennaio del 2003 gli Archivi Vaticani metteranno a disposizione di tutti gli studiosi interessati i documenti riguardanti i rapporti tra Santa Sede e Germania sotto il Pontificato di Pio XI (1922-1939).
Incluse tutte le note di protesta contro il regime nazista. Inoltre verranno resi noti tutti i documenti relativi alla Nunziatura in Germania e le note di Eugenio Pacelli, Nunzio dal 1917 al 1929, e Cardinale Segretario di Stato tra il 1930 ed il 1939. È opinione diffusa tra gli storici che molti di questi documenti non faranno che confermare quanto la Chiesa fece in opposizione alle teorie razziste che ammorbarono il mondo. In particolare sarà possibile constatare come papa Pio XI ed il suo segretario di Stato Pacelli, si opposero con veemenza alle teorie eugenetiche e pagane che portarono alla Shoah. Fonti Vaticane hanno spiegato che la decisione del Santo Padre è totalmente indipendente dalle pressioni esercitate da alcuni studiosi né ha nulla a che fare con il film Amen di Costa Gravas.
La Chiesa non teme la verità ed è disposta a confrontarsi apertamente con tutti, a patto che il dibattito non sia truccato e si discuta sulla base di una seria, onesta e approfondita ricerca storica.
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