Vuoi il potere? Controlla i rubinetti
Nato nel 1896 in Germania e morto nel 1988 negli Stati Uniti, Karl August Wittfogel fu costretto all’esilio dal nazismo. Non senza un anno di transito attraverso i lager di Hitler. A differenza di altri, non ebbe però illusioni sulla natura dell’opposto dispotismo che al nazismo sembrava contrapporsi. Anzi, poiché la sua specialità era la civiltà cinese, da una vasta analisi comparata tra economia, filosofia e storia ne trasse una teoria sconvolgente, secondo cui il “dispotismo orientale” era una forma di governo distinta dalle monarchie e repubbliche dell’Occidente.
Lo stesso Marx era stato influenzato da questo modo di vedere, ma più di recente tutta questa visione era stata squalificata, come frutto di incomprensione culturale, se non addirittura di pregiudizi razzisti. Nessun errore, aveva obiettato Wittvogel nel suo best-seller del 1957 Oriental Dispotism.
Come insegnava Erodoto, il Gran Re di Persia non aveva bisogno di mandare eserciti contro i popoli ribelli: gli bastava tagliar loro i rubinetti. E se l’Occidente era stato risparmiato da questo meccanismo infernale, non se ne poteva tuttavia considerare del tutto immune. L’oligarchia della Repubblica di Venezia, con quei Savi alle Acque più potenti dei Dogi, era un classico esempio di regime autoritario basato sulla necessità di dominare l’ambiente idrico. Dal famoso canale fatto scavare dai deportati di Stalin sul Mar Bianco alle bonifiche di Mussolini, osservava Wittvogel, il dispotismo idraulico stava rientrano anche nell’Occidente moderno. E la crescita del potere federale Usa, dovuto alla costituzione della Tennessee Valley Authority sotto il presidente Roosvelt, dimostrava come anche le democrazie potessero essere a rischio.
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