Ai soviet non piace la libertà di stampa o la libertà di stampa nel paese dei soviet?
I due leaders mondiali per la stampa e la distribuzione di quotidiani gratuiti, il norvegese Schibsted, editore di 20 minutes, e lo svedese Modern Times Group (Mtg) editore di Metro, fiduciosi nella formula che ha sino ad oggi garantito il loro successo hanno deciso di entrare nel mercato francese dei quotidiani. Metro, il primo ad essere sceso in campo, ha delle grosse difficoltà nella distribuzione del suo quotidiano nelle due città che ha scelto come trampolino, Marsiglia e Parigi, perché alcuni sindacati di settore legati alla Cgt (il sindacato comunista) hanno deciso che Metro non deve essere distribuito se non alle loro condizioni. Passando dalle parole ai fatti, la notte tra il 17 ed il 18 febbraio una quarantina di sindacalisti della Cgt-Filpac hanno fatto irruzione nella tipografia dove veniva stampato Metro ed hanno buttato in mezzo ad un piazzale, sotto la pioggia, i bancali con il giornale pronto per essere distribuito.
I rappresentanti di Metro hanno preannunciato una denuncia ed il procuratore che si occupa del caso, Antoine Paganelli, afferma, secondo il settimanale Le Nouvel Observateur, che le informazioni su di un possibile furto di dati informatici dai computer della tipografia «sembra confermarsi». Marc Pinci, delegato federale del sud-est per la Cgt-Filpac ha affermato ha proposito del “commando”: «I lavoratori hanno agito per legittima difesa», per salvaguardare i loro interessi; Josè Bové aveva utilizzato lo stesso argomento quando fu processato per avere demolito un MacDonalds, e dichiarò che la sua condanna dimostrava come in Francia le libertà sindacali venivano calpestate. Annick Boët, la portavoce del gruppo comunista nel consiglio comunale di Marsiglia, rivolgendosi al sindaco, il centrista (Udf) Jean-Claude Gaudin, favorevole al nuovo quotidiano gratuito ha dichiarato: «Voi scegliete di affidare l’informazione locale a dei monopòli che mettono in pericolo delle pubblicazioni utili allo spirito di cittadinanza ed alla trasparenza». Morale, per garantire che Metro potesse essere stampato e distribuito regolarmente l’editore ha dovuto chiedere la protezione delle forze dell’ordine. Anche a Parigi Metro ha avuto delle difficoltà nella distribuzione. Dei sindacalisti del Syndicat du Livre-Cgt hanno buttato in mezzo alla strada il quotidiano impedendo ai 150 “strilloni” sparpagliati nelle uscite del metrò parigino di fare il loro lavoro. Gli “strilloni” sarebbero stati intimiditi e costretti ad abbandonare le loro riserve di giornali pronte per la vendita. La polizia ha potuto solamente constatare come in alcune zone della capitale il suolo fosse ricoperto da mucchi di giornali; Lci, il canale televisivo d’informazione continua di Tf1, ha trasmesso delle immagini nelle quali si vedono i poveri venditori di Metro costretti violentemente ad abbandonare i loro giornale ed i luoghi di vendita. Un ultimo dettaglio.
A Marsiglia Metro doveva essere distribuito, con le difficoltà descritte, a partire dal 18 febbraio; nello stesso tempo un altro quotidiano gratuito cominciava la sua carriera indisturbato, Marseilleplus, edito dal quotidiano regionale La Provence, del gruppo Hachette Filipacchi Médias, gruppo che, in Francia, ha il quasi monopolio della distribuzione attraverso le Nouvelles Messageries de la Presse Parisienne (Nmpp) della quale Hachette detiene il 49% e, da statuto, il Direttore generale.
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