Veline e veleni

Di Mamma Oca
28 Febbraio 2002
C’era una volta, tanto ma tanto tempo fa, nel Regno della Scatola Nera, un Cantastorie di nome Tonio di Albenga

C’era una volta, tanto ma tanto tempo fa, nel Regno della Scatola Nera, un Cantastorie di nome Tonio di Albenga. Era il più noto fra tutti e, con l’ausilio dei suoi Buffoni dalla Lingua Arguta e delle Danzatrici della Carta Leggera, allietava le serate dei sudditi in tutte le contrade del Regno. Le sue Storie Striscianti parlavano di ciò che succedeva nel Mondo Conosciuto e spesso bacchettava, i cortigiani, le cortigiane e tutti quei buffoni di Corte che la facevano da padroni in quel Regno, chiamato anche, dai Popoli Confinanti, della Scatola Vuota. Un bel giorno, Tonio iniziò a bacchettare anche i sudditi. Cominciò dalla Fattucchiera delle Pozioni Ringiovanenti; solo grazie a lui la Giustizia intervenne, e la Maga venne segregata nelle Buie e Profonde Prigioni, per aver accumulato tanto oro e non aver dato la giovinezza a nessuno. Visto il plebiscito popolare continuò con i Mescitori del Liquido che fa volare i Cavalli, e con i Conducenti le Carrozze di Tutti; tanto da venire chiamato il Giustiziere della Scatola Nera, così come il suo omonimo, il sempre famoso Giustiziere del Mugello. È vero che da quel momento Mescitori e Conducenti vennero guardati con sospetto, che l’Avvelena Cuori cominciò a serpeggiare tra tutti; è vero anche che 0Tonio iniziò a prendersi sul serio e ai soliti Buffoni si aggiunse anche il sermone del Menestrello Jovanotto dalle Sinistre Parole; ed è tutto così vero che i sudditi ne rimasero incantati ed erano per questo felici e contenti. Come so questa storia? Nel Regno della Scatola Vuota andai, da lì scappai, e nel Paese dei Piccoli CiucciaCalzini mi rifugiai.

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