Quel che non lasciano dire a Sciuscià

Di Castagneto Pierluigi
07 Marzo 2002
E' stato ospite di Sciuscià, la trasmissione di Michele Santoro, che settimanalmente fa da sponda alla sinistra nostrana. Pierluigi Battista, una delle più note firme del quotidiano La Stampa

E’ stato ospite di Sciuscià, la trasmissione di Michele Santoro, che settimanalmente fa da sponda alla sinistra nostrana. Pierluigi Battista, una delle più note firme del quotidiano La Stampa, ha tentato di esprimere opinioni diverse da quelle dei girotondisti presenti in studio, ma, complice il conduttore-mattatore, è stato messo praticamente a tacere.

Battista, lei venerdì scorso non è riuscito praticamente a parlare da Santoro. Una puntata a senso unico di una trasmissione sponsorizzata dai Ds?

Non so se sia sponsorizzata dai Ds, so solo che se ne potrebbero fare di migliori in cui tutte le voci abbiano il diritto di esprimersi. Una buona Tv deve dare spazio a tutti. Ci deve essere il Santoro di sinistra e quello di destra. E poi la soluzione secondo me, anche se sono consapevole che sia un po’ estrema, è la privatizzazione della Rai. In questo modo si supera il duopolio esistente.

Intellettuali che strepitano, girotondi, manifestazione del Palavobis, manifestazione dell’Ulivo di sabato scorso. Cosa sta accadendo?

A sinistra non c’è più politica. Infatti fischiano D’Alema che pensava di avere una politica. Per tanti a sinistra la politica è considerata un cedimento. Chiedono di passare ad altre vie.

Insomma un coacervo di arrabbiati.

Un momento. Non sto dicendo che non sia legittimo fare una azione politica d’opposizione anche dura. Sull’articolo 18 ad esempio il confronto può essere anche acceso. Altra cosa è scendere in piazza per dire ai giudici che devono colpire il governo.

Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

Questa fiammata può diventare un incendio, e la piazza potrebbe buttar giù Berlusconi. Ma è uno scenario del tutto improbabile. Non si può andare avanti per altri quattro anni a fare manifestazioni di piazza. È umanamente impossibile e non ci sono le condizioni. Allora le proteste di questi giorni sono solo l’antefatto di un’altra grave sconfitta della sinistra.

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