Lotta continua (contro l’inquinamento)
La lotta all’inquinamento atmosferico sarà lunga e richiederà investimenti enormi. Si dovrà mettere riparo ai danni provocati da stratificazioni di errori accumulatisi in anni di malgoverno e di demagogia folle. Perché, sia ben chiaro, mettere sotto accusa l’automobile è solo il colpo di coda della suddetta demagogia. Lo scandalo vero è quello relativo alla produzione di energia: l’abbandono del nucleare è stato pura follia, a beneficio solo dei signori del petrolio e dei loro sponsor politici, e le conseguenze si riverbereranno per anni sulla azione di risanamento dell’ambiente, oltre che sulla vita produttiva del Paese. Le ragioni sono duplici. Il nucleare (quello serio, non alla Chernobil) rispetta l’ambiente perché non immette fumi inquinanti nell’atmosfera e non ne altera la composizione bruciando ossigeno e accumulandovi anidride carbonica. Ma soprattutto il nucleare, anche nella sua forma attuale, è la più potente fonte di energia a nostra disposizione. E per fare il salto epocale dalla civiltà del petrolio a quella dell’idrogeno noi avremo bisogno di enormi quantità di energia a basso prezzo. Da anni, i Laboratori Euratom di Ispra hanno messo a punto un metodo di dissociazione della molecola dell’acqua, per ottenerne idrogeno e ossigeno purissimi, che sfrutta il calore residuo (quindi a costo zero) del vapore (assolutamente non radioattivo) che muove i turbogeneratori delle centrali elettronucleari. Una volta industrializzato, il metodo consentirebbe di ottenere idrogeno a prezzo bassissimo. Allora, sì, sarebbe realistico parlare di autotrazione ad idrogeno. A quel punto, che l’idrogeno venga bruciato in un motore alternativo tradizionale, come il V12 della Bmw 750hL che ha dato eccellente dimostrazione di sé davanti al Governatore Formigoni, oppure trasformato direttamente in energia elettrica da una pila a combustibile, come sulla Zafira HydroGen III della General Motors, fa poca differenza. L’importante è disporre dell’idrogeno e a prezzi e in quantitativi competitivi con quelli del petrolio. Nel frattempo dobbiamo tamponare in ogni modo l’emergenza, possibilmente alimentando i motori a ciclo Otto con propano o, meglio ancora, con metano liquefatti, e i motori a ciclo Diesel con biodiesel o gasolio bianco. La propulsione elettrica? Non è una alternativa realistica.
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