Il futuro dell’auto appeso a un filo

Di De Prato Bruno
14 Marzo 2002
A Ginevra 2002 si sono visti un paio di prototipi che lasciano intuire quali possano essere le direttrici dell’evoluzione dell’auto

A Ginevra 2002 si sono visti un paio di prototipi che lasciano intuire quali possano essere le direttrici dell’evoluzione dell’auto, non tanto per lo stile o i sistemi di propulsione, ma piuttosto per il nostro rapporto con essa e per come potrebbe venire rivoluzionato il suo processo produttivo. Alla General Motors hanno preso buona nota e, con la consulenza della stessa Bertone, hanno realizzato AutoNomy, vista in anteprima a Detroit 2002 e, ora, a Ginevra. Qui i progettisti hanno sfruttato l’opportunità offerta dai comandi drive-by-wire riinventando l’autotelaio classico, separato dalla carrozzeria come ai vecchi tempi. Mentre alla GM attuavano questa rivoluzione epocale, la Stile Bertone ha dato vita a “Novanta”, l’altro prototipo hi-tech di Ginevra, su base Saab V6 Turbo. Non rivoluzionario, nella essenza della costruzione, come AutoNomy, rappresenta però l’ulteriore evoluzione di Filo: più funzionale, prestazionale e godibile, perchè i sensori e gli attuatori SKF e Brembo sono più evoluti, e la razionalità dell’interfaccia uomo-macchina ne è ulteriormente esaltata.

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