Ciak! Fortunato chi l’ha visto

Di Simone Fortunato
16 Agosto 2001
Il giovane critico cinematografico di “Tempi” ci prova: ecco il suo bilancio dell’ultima stagione del grande schermo e le previsioni su quel che ci aspetta a settembre. Parola di uno che è al cinema un giorno sì e l’altro pure di Simone Fortunato

«Che nottata», diceva Al Pacino al termine di una delle sue interpretazioni più belle. «Che nottata», dovrebbe dire anche gli americani, che da quest’ultima stagione cinematografica escono con le ossa un po’ rotte. Pochi i film hollywoodiani di grande spessore quest’anno e ancora meno i film riusciti pienamente al botteghino. A parte Cast Away, Ti presento i miei, What Woman Want e Hannibal, i film americani non hanno fatto mai il pienone. Film deboli, poco originali, uguali a se stessi, gonfi di retorica, sono francamente indifendibili e claudicanti in partenza. Per la cronaca, andavano visti i due film di Zemeckis, Le verità nascoste, bel thiller hitchockiano e Cast Away, capolavoro di questa stagione. Grandi anche Traffic e Shrek che il pubblico non ha premiato come si meritavano. Non era male l’ultimo Eastwood, Space Cowboys, ed una sorpresa è stata la commedia sentimentale Tentazioni d’amore di e con Ed Norton. Bene anche il thriller Trappola criminale con Ben Affleck, il fantasioso Frequency, il solido Rapimento e riscatto, e il divertente Il sarto di Panama con Geoffrey Rush. Sorpresa anche per l’indipendente Conta su di me. Così così The Family Man, la commedia sentimentale con Nick “stoccafisso” Cage, e Criminali da strapazzo l’ultima commedia di Woody Allen. Nota di merito a William Friedkin, che è riuscito a piazzare il suo vecchio L’esorcista (uno dei successi dell’anno) assieme ad un buon film bellico come Regole d’onore. Da dimenticare, invece, una mandria di film, di attori, di registi. In ordine sparso, ci hanno irritato il binomio finto bellico in realtà guerrafondaio-moralista-stucchevole, formato dall’indecente Il patriota con Mel Gibson e dal tronfio Pearl Harbor. Se pensate di essere sfortunati, il vostro film è Autumn in New York, sfigato-lacrimevole ai limiti del grottesco. Tanto per dimostrare che sono pieni di idee, gli americani non ci hanno risparmiato nemmeno due film plagio de L’esorcista come Lost Souls e Calling-La chiamata, film vergognoso. Semplicemente imbarazzanti sono stati i vari The Watcher, Red Planet, L’ombra del vampiro, Quills-La penna dello scandalo, Un sogno per domani, Big Mama, What Woman Want e via de-generando. E la stagione non è ancora finita. Infatti c’è Evolution.

Le ceneri del cinema italiano

Il cinema italiano è risorto dalle proprie ceneri? Calma e sangue freddo. È stata indubbiamente un’annata buona per l’Italia: due ottimi film (La stanza del figlio e Il Mestiere delle armi), un campione d’incasso (Aldo, Giovanni & Giacomo) i successi commerciali de L’ultimo bacio e Le fate ignoranti, diversi premi di prestigio. Ma non è tutto oro quello che luccica: la media di film sufficienti made in Italy è troppo bassa, come troppi sono i film a dir poco scandalosi usciti al cinema. Qualche titolo? Caruso, zero in condotta, Ogni lasciato è perso, Honolulu Baby. Se poi si mette in conto che il film di Muccino non è proprio il capolavoro che si vuol far passare e che quello di Ozpetek è un insulto alla dignità personale nel nome di un rancido ideale di tolleranza, ci si accorge che Moretti e Olmi sono delle eccezioni. Comunque, meglio dell’anno scorso.

Il resto del mondo

I francesi continuano a produrre un cinema che, con alti e bassi, riesce ad avere mercato in Italia. Tra i migliori, segnaliamo il dolente Sotto la sabbia, il thriller surreale Harry, un amico vero, la commedia dura e gentile A l’attaque. È stata una mezza delusione lo scontato thriller I fiumi di porpora mentre decisamente censurabili sono i film d’interesse pornografico Baise moi, Le secret e A mia sorella. Gli inglesi piazzano il loro cinema ipocrita con il fumato L’erba di Grace e la pseudo parabola adolescenziale di Billy Elliot, ma il resto è poca cosa. Spagnoli (Tesis, Krampack) e tedeschi (La principessa e il guerriero) ancora ai nastri di partenza, con questi ultimi decisamente in crisi. È stato l’anno dell’Oriente, con tre autentici capolavori: In the Mood for Love (Hong Kong), La strada verso casa (Cina) e La tigre e il dragone (Taiwan), che, per una volta, mettono d’accordo critica e pubblico. Per finire, i sudamericani che, considerati per anni autori di serie B, stanno rialzando la testa: non è male l’argentino La ciénaga, scostante dramma dal sapore bunueliano e il messicano Amores Perros, dramma suburbano sporco ma girato con intelligenza.

Cosa ci aspetta in sala

E a settembre? Tralasciando lo scaduto Mr Crocodile Dundee 3 (in uscita a metà agosto), attendiamo con trepidazione Planet of the Apes, il remake de Il pianeta delle scimmie, film della fine degli anni ’60. È un titolo su cui scommettere perché Tim Burton è un talento ed è difficile che faccia sciocchezze: vedremo. Usciranno anche Moulin Rouge con la Kidman e l’attesissimo A.I-Intelligenza artificiale, il nuovo film di Steven Spielberg, da un soggetto di Kubrick. Da evitare, invece, l’ennesimo episodio di Jurassic Park, mentre si potrebbe dare un’occhiata a Tomb Raider, il film con Angelina Jolie che prova a mettere i panni della maggiorata star virtuale. Sarà un’impresa: le manca la materia prima.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.