Il corpo docente più vecchio del mondo? Italiano!

Di Tempi
31 Agosto 2002
Edifici vetusti, programmi non aggiornati, anacronistico monopolio di fatto della componente statale, pregiudizi stantii sugli istituti non statali

Edifici vetusti, programmi non aggiornati, anacronistico monopolio di fatto della componente statale, pregiudizi stantii sugli istituti non statali: gli elementi per definire “vecchia” la scuola italiana sicuramente non mancano. Ma dopo l’apparizione nel giugno scorso di Education at glance, il rapporto annuale dell’Ocse che contiene gli indicatori più aggiornati per tutto ciò che riguarda scuola ed educazione nei paesi membri, è accertata l’esistenza di un motivo in più, finora sconosciuto al grosso pubblico, per denunciare come vecchia la scuola italiana: l’età avanzata del corpo insegnante.

Unica nel panorama dei paesi Ocse, l’Italia è virtualmente priva di insegnanti sotto i 30 anni di età a livello di istruzione superiore. E’ il paese con la maggiore proporzione di docenti sopra i 40 anni (ben l’86 per cento dei docenti delle superiori, contro il 61 per cento del Regno Unito e il 42 per cento della Corea del Sud) e il terzo, dopo Svezia e Germania, per la percentuale di insegnanti sopra i 50 anni: più del 40 per cento del totale.

Il rapporto dell’Ocse definisce questo stato di invecchiamento del corpo docente “una bomba a tempo” destinata ad esplodere nel prossimo decennio, quando in un colpo solo una grande schiera d’insegnanti andrà in pensione. Essa inoltre sarebbe aggravata dal fatto che “l’invecchiamento del corpo insegnante continua ad accelerare in alcuni paesi”. L’Italia, dove quasi la metà dei professori delle superiori si trova nella fascia di età che va dai 40 ai 49 anni, è esattamente uno di tali paesi. Un corpo docente in là negli anni significa metodi e contenuti pedagogici non aggiornati, resistenze psicologiche ai cambiamenti, inclusa l’introduzione di nuove tecnologie nella scuola, e una forte immissione di personale non esperto nel momento in cui costoro andranno tutti insieme in pensione. Sarebbe stato necessario un maggiore equilibrio in passato, per proporzionare meglio dal punto di vista della stratificazione generazionale la classe docente. Ma altri criteri prevalsero.

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